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Più spese, meno per spendere, scontri per le strade
Spits è un consulente per i fondi pensione e co-fondatore della Fondazione “Frédéric Bastiat”. Di più su Spits e sulla sua ricerca per la chiarezza finanziaria nella prima parte dell’intervista.
Vorrei consigliare la gente di vendere la loro casa e iniziare ad affittare. Si può affittare una casa sociale (in Olanda dalle corporazioni per le case popolari), se necessario. In questo modo è possibile mantenere bassi i costi. Un numero orribile di persone hanno comperato casa prendendo un periodo ipotecario di 5 anni. Se il contratto di prestito deve essere esteso dopo i 5 anni, non sai se è ancora possibile ottenere un prestito. Un sacco di persone incontreranno difficoltà. Il primo problema è se il mutuatario potrà ancora ottenere un qualunque credito o no, e in secondo luogo, supponendo che il credito sia disponibile, sarà molto più elevato il tasso di interessi da pagare.
Alcuni ritengono che il governo potrebbe utilizzare il tasso di interesse come arma - il prime rate - che è il tasso di interesse che le banche centrali richiedono da parte del settore bancario. È possibile ridurre questo tasso di interesse, ma non è possibile abbassare il tasso di interesse del mercato perchè questo viene determinato dal libero mercato stesso.
Se vuoi prolungare un mutuo dopo 5 anni, il tasso di interesse molto probabilmente sarà tra il 10 e il 12%.
- Non si dovrebbe ottenere un mutuo fisso per 30 anni?
Se si prende in considerazione un mutuo, allora si dovrebbe prenderlo per un periodo quanto più lungo possibile. È un investimento a lungo termine che dovrebbe essere assicurato a lungo termine. La maggior parte delle persone hanno assicurato la loro ipoteca - un investimento a lungo termine - oltre il breve termine. Le persone continuano a pensare: Il tasso di interesse rimarrà basso, oppure scenderà ancora più in basso, e così possiamo contenere i costi. Ma questa è una linea erronea di ragionamento, perché può anche andare dall’altra parte.
- Quindi nel corso di pochi anni ci saranno moltissimi proprietari di case in difficoltà.
Sì, è vero. Quando scadranno la loro ipoteche, c’è il reale pericolo che essi dovranno trovare il danaro o abbandonare la casa.
- Allora le cose stanno andando piuttosto male…
Stanno andando molto male. Questa situazione coinvolge una notevole percentuale di proprietari di immobili. Penso che siano il 20 - 25% delle case in difficoltà.
Questo causerà nuovi problemi, perché la gente si rivolterà. Il governo dovrà agire come un salvatore; stiamo già assistendo a questo in America. La Federal Reserve sta acquistando case lì. Il creditore ipotecario Fannie Mae è seduto su una enorme quantità di queste case e stanno perdendo una quantità enorme di denaro. Hanno chiesto alla Federal Reserve di trovare una soluzione per questo. La Federal Reserve sta ora valutando l’opportunità di acquistare queste case. Può sembrare strano, ma la Federal Reserve entra nell’attività di commercio degli affitti.
- Allora le case diventano di proprietà della FED.
Sì, cose strane accadono.
- Quanto tempo rimane prima che le cose comincino ad andare veramente male?
Penso che il periodo in cui le cose peggioreranno sarà tra il 2010 e il 2012. Che ha a che fare con i cambiamenti demografici che ho illustrato in precedenza.
Vedo un enorme crollo del mercato immobiliare. È in corso una perdita del 50 fino al 60% per cento del suo valore tra il 2010 e il 2016. Il mercato azionario potrebbe rimanere costante, ma probabilmente subirà una sostanziale diminuzione di valore. Penso che un sacco di aziende stanno per andare a fondo, in particolare le aziende che sono nel profondo del debito. Le imprese immobiliari e le imprese di costruzione, andranno sotto.
Il tasso di disoccupazione aumenterà enormemente. Nei Paesi Bassi vi ritroverete con ben al di sopra di un milione di lavoratori disoccupati [su una popolazione di 16 milioni di persone]. Come ho già spiegato, le persone hanno aspettative di stipendio che non saranno soddisfatte. Le aziende verranno automatizzate ulteriormente o saranno ridimensionate, come gentilmente noi diciamo. O la produzione sarà spostata in Cina. Questi sono i tipi di bastoni che vi stanno dietro la porta.
Penso che ci sono un paio di banche che stanno per crollare anche qui nei Paesi Bassi, per il nostro modo di essere fortemente coinvolti nel settore del credito. Non voglio fare nomi, ma so di alcune banche che qui hanno investito molto in derivati e hanno anche pesantemente investito nella sub-prime del mercato.
- È davvero un così grande male quando le banche crollano?
Sì, perché il problema è che se un paio di banche vanno sotto, le transazioni commerciali banca a banca non funzionano più come dovrebbero. Spesso le banche si prestano denaro a vicenda. Tale sistema sarebbe quindi in pericolo.
- E al di là di questo?
Le merci provenienti dalla Cina diventeranno più costose, supponendo che ve ne sia ancora la domanda per queste. DVD, TV a colori saliranno nel prezzo. Il prezzo per le materie prime continuerà ad aumentare; una grande bolla sta per manifestarsi anche in questo settore.
- Intende che la roba al supermercato diventerà più costosa?
Sì. Oltre a ciò, i pensionati finiranno per vedere appiattire le loro pensioni nel migliore dei casi. Questo credo sia davvero terribile. Ciò significa che le loro pensioni non saranno più indicizzate al tasso di inflazione. Le loro pensioni non saliranno con l’inflazione o con l’indice CPI.
Vedremo questo anche con le imprese e, nella migliore delle ipotesi, il loro reddito sarà piatto. Ci saranno ridimensionamenti, ci sarà più disoccupazione, la produzione sarà spostata oltremare. In questo modo ci si può dimenticare un rilancio. Le spese saliranno e nello stesso tempo il patrimonio diminuirà. Due cose sono fuori discussione per la persona media: Uno, un aumento di stipendio, e, dall’altro, la creazione di valore delle attività. Non saremo più in grado di ottenere credito. Se la vostra ipoteca scade dopo 5 anni allora dovrete trovare il denaro.
- Quali sono le conseguenze per la società?
Bisogna figurarsi che ci saranno disordini e ribellioni, in particolare nelle grandi città. In alcuni paesi potrebbero scoppiare delle rivoluzioni, nei paesi del Mediterraneo in particolare. A quel punto gli edifici pubblici potrebbero essere messi a fuoco e i dipendenti del governo venir attaccati dai lavoratori. Dovete prendere in considerazione questo tipo di scenari. In ogni situazione di crisi ci sono persone che si rivoltano.
Al fine di vedere cosa può succedere in una situazione di crisi, abbiamo solo di che guardare a ciò che è accaduto in Argentina. La gente è passata da essere la classe media un giorno, a trovarsi al di sotto della soglia di povertà il seguente.
- Quali sarebbero alcune cose che sarebbe bene fare? Dovrebbe uno magari, coerentemente, trovarsi meglio un lavoro come panettiere?
Sì, naturalmente. Jim Rogers, il noto investitore, ha detto che guardando verso il futuro non è una buona idea diventare un sociologo o uno psicologo o un avvocato, ma che si farebbe meglio a diventare un agricoltore.
E di insegnare ai vostri figli il cinese. Un approccio più pratico verso la vita quotidiana.
Le università dovranno inoltre ridursi. Un sacco di facoltà si troveranno costrette a chiudere, perchè non ci sarà più domanda di specifiche professioni come avvocati, economisti, sociologi, psicologi, educatori. Ci sarà una maggiore necessità di ingegneri, di inventori - di persone con le capacità e i mezzi necessari per aggiustare le cose, come aziende agricole.
Il piano per inondare il territorio del “Wieringermeer Polder” è ovviamente assurdo. Abbiamo davvero bisogno di quella terra per fornire il nostro approvvigionamento alimentare. Tali tipi di progetti sono stati avviati negli anni ‘90 quando le cose andavano ancora molto bene. Ora ci troviamo in un’altra situazione nella quale davvero non si può permettersi di fare questo tipo di cose.
- Che tipo di effetto avrà questo su questioni come la legge sulla privacy?
Stiamo già vedendolo ora. Abbiamo già un governo che vuole proibire tutti i tipi di cose. E questo naturalmente va a spese delle libertà individuali. Abbiamo già avuto la ricerca preventiva e obbligatoria sull’ID per legislazione - questo tipo di cose tagliano profondamente nella libertà e nell’integrità personale. Dato che l’economia peggiora, saranno approvate molte di più di questo tipo di leggi, che acquisiranno così slancio. Sempre più la privacy sta per diventare un ricordo del passato.
- Allora le cose non miglioreranno.
No. Talvolta dimentichiamo che gran parte della privacy che era scomparsa durante il regime nazista nel 1930 era già stata tolta durante la Repubblica di Weimar. L’unica cosa che Hitler necessitava fare, era di sostituire la bandiera tedesca con la svastica. Molte delle altre questioni erano già state presentate.
Ora stiamo vedendo questo di nuovo. Abbiamo un governo che è estremamente inflessibile e insensibile alle questioni sulla privacy. Con il passare del tempo si manifesterà sempre più . Più peggiora l’economia, più il governo sta per invadere la nostra privacy.
- Un governo che diventa più e più impaurito dei suoi cittadini.
Sì. La maggior parte delle persone probabilmente non lo sa, ma nel 1916 la sede del governo olandese dell’Aia è stata chiusa a causa di una rivolta. Una folla ha cercato di entrare al fine di molestare un certo numero di politici. Questo avvenne a causa del blocco che era in atto tra il 1914 e il 1918. A causa del blocco, solo una piccola quantità di cibo entrava nel paese. A quel tempo, durante la Prima Guerra Mondiale, tutto era razionato.
- Ora questo gabinetto olandese ha ritenuto di dover prendere contatto con il cittadino medio in tutto il paese. Sono intenzionati a farlo per un periodo di 100 giorni.
E questo non ha aiutato molto.
- È piuttosto assurdo che debbano mettersi in contatto con le persone - a quel punto non sei più un rappresentante del popolo…
Ecco perché non ho mai parlato di rappresentanti del popolo, parlo di politici. Perché i politici sono una specie completamente diversa. Il loro atteggiamento è: Noi siamo il vostro capi, facciamo le leggi, e voi obbedite a tali leggi.
Considerato dal punto di vista liberale classico, il governo agisce come l’amministratore di un popolo che vuole essere in grado di perseguire le singole attività. L’amministrazione assicura che tutto scorra nella giusta direzione. Il legislatore prevede un quadro entro il quale noi come cittadini siamo liberi di condurre le nostre vite. Condurre commercio, perseguire un istruzione, eseguire commissioni, e essere in grado di fare un lavoro.
Non abbiamo più un amministrazione, abbiamo invece dei politici. Questi politici fanno le leggi e si aspettano che noi ci conformiamo alla presente legislazione draconiana. Nella maggior parte dei casi essi riescono ad ottenerlo per questa via perché hanno il monopolio della forza. La polizia e militari sono totalmente nelle mani dei politici.
Le leggi che questi politici fanno sono a malapena esaminate per la loro costituzionalità. Fossero fatti oggetto di esame per la loro costituzionalità, un intero lotto di queste leggi scomparirebbe perché non sono in linea con la Costituzione.
- Signor Spits, la ringrazio molto per aver concesso questa intervista a DeepJoural.
Grazie a voi per avermi interpellato.
Intervista di Daan de Wit.
Trascrizione di Michiel Bezemer.
Traduzione di Calmart Giornale
Fonte: deepjournal.com
October 6th, 2008

SONO COSI’ CHIARI I SEGNALI CHE PROVENGONO DAL MONDO ECONOMICO, SOCIALE E POLITICO IN ITALIA CHE SOLO GLI STOLTI POSSONO IGNORARE. METTERE MANO ALLA “COSTITUZIONE ITALIANA”, PRIVI DELLA CULTURA E DEL SENSO DELLA POLITICA INTESA COME SCIENZA, DETERMINERA’ CAMBIAMENTI CHE SEGNARONO PROFONDAMENTE LA NOSTRA NAZIONE, MOLTO DI PIU’ DELLA PRESUNTA RIVOLUZIONE DI “MANI PULITE”, L’OPERA INCOMPIUTA DELL’”ARTISTA DELLA MORALIZZAZIONE”, CHE DOPO AVER CONSUMATO TUTTI I COLORI, PREFERI’ EVITARE DI INTINGERE IL PENNELLO NEL “ROSSO”… FORSE PENSANDP DI UTILIZZARLO IN FUTURO, PER RIFARSI IL TRUCCO PROMA DI APPARIRE IN TV, OVE E’ PROIBITO L’USO DELLE MANETTE…
EPPURE, L’ARTISTA DI “MANI PULITE” DOVREBBE ARROSSIRE NATURALMENTE DAVANTI AGLI ITALIANI…
PROVIAMO A DARE UNO SGUARDO ALL’INDIETRO…
Che la nostra “vecchia” moneta sia collassata per colpa di una overdose di sfiducia da parte dei mercati esteri, che sono stati letteralmente sommersi dalle notizie negative provenienti dall’Italia, ormai è questione assodata.
Eppure vale la pena ripercorrere le tappe principali del suicidio d’immagine che ha fatto scempio della fiducia che consigliava gli operatori internazionali di seguire con serenità, se non addirittura con entusiasmo, le nostre vicende interne.
Per primo, dopo la prima vittoria elettorale, fu l’allora neo-Presidente del Consiglio, lo stesso di oggi, Silvio Berlusconi ad assestare una sonora legnata sul capoccione dei finanzieri d’oltre confine che vennero accusati, agli inizi dell’estate ‘94, di “remare contro” la nostra economia per colpa di certi non meglio precisati filibustieri che da Londra stavano speculando sulla nostra”liretta”, guadagnando fortune alle spalle della Banca d’Italia, impossibilitata ad agire per fermarli a causa di Governatori progressisti…

Ci fu chi, colto, sempre in quei giorni torridi, da un colpo di calore, si avventurò a dichiarare, come Clemente Mastella allora Ministro del Lavoro, che i veri responsabili del cattivo andamento di Borsa e lira, nonostante il Governo di destra dovesse apparire gradito alla grande finanza mondiale, era la finanza ebraica, anzi per la precisione venne paventata l’esistenza, sempre dal signor Ministro Mastella, aiutato nell’impresa dal collega Tatarella, di un “complotto” giudaico internazionale che stava “vendicandosi” della presenza dei “neo-fascisti” per la prima volta seduti in un Governo Italiano dalla fine della seconda guerra mondiale.
L’infelice sortita naturalmente scatenò un vero coro di proteste a livello mondiale: giunsero velenose critiche da ogni parte d’Europa e d’oltre oceano, che si accentuarono quando ai primi di un agosto più caldo di quelli passati e futuri, Gianfranco Fini neo-eletto capo carismatico di Alleanza Nazionale che avrebbe dovuto segnare un netto distacco dal nostalgico Movimento Sociale Italiano rilasciò un’illuminante intervista al Corriere della Sera con la quale chiariva ogni possibile dubbio circa le sue personali convinzioni su Benito Mussolini: per lui è stato il più importante statista che l’Italia mai abbia avuto.
Passati solo tre mesi (ripercorrendo a ritroso la storia) dall’insediamento a Palazzo Chigi di Berlusconi, la cosiddetta luna di miele tra il primo ministro e gli ambienti finanziari era già naufragata in un mare di insinuazioni e di prese di posizione che innescarono un clima di sfiducia destinato a persistere nel tempo.
A peggiorare la situazione, ce ne fosse stato bisogno, ci pensò anche l’alto tasso di litigiosità fra i partners che costituivano l’alleanza di governo.
Il leader della Lega Umberto Bossi rinfacciava al capo di Forza Italia l’immobilismo dell’esecutivo sul tema cardine del Federalismo.
Agli uomini del Carroccio veramente non andava giù, e come dar loro torto, anche l’occupazione selvaggia del potere, praticata dai “colleghi” di Palazzo Chigi che impiegavano tutte le loro energie su temi deboli come l’assetto della RAI, trascurando quelli forti, quali la risistemazione dei conti pubblici che urgeva clamorosamente.

Così tra urla, rimbrotti, finte riappacificazioni nel caldo canicolare di Villa San Martino in quel di Arcore, con Bossi scamiciato e Berlusconi sudaticcio, si consumava quella storica estate mentre dagli Stati Uniti, Modigliani, nobel per l’economia e considerato evidentemente un incapace dai furbissimi ministri finanziari italiani ammoniva: “La sfiducia dei mercati nei confronti dell’Italia si combatte in un modo solo: raddrizzate i conti pubblici e finitela con le promesse demagogiche. Tasse e tagli della spesa, ecco cosa dovete fare. E subito.”
Come è ovvio le parole del valente studioso finirono nel dimenticatoio, anzi, vennero accolte con sufficienza, ricordando le simpatie “democratiche” del professore americano (per la verità italiano) che stava “criticando” l’esecutivo perché non condivideva le scelte politiche di fondo del Governo italiano (e nemmeno le “balle” di Berlusconi, come quella del milione di posti di lavoro in arrivo).
Cosi il risultato …. e si arrivò a settembre con i mercati esteri decisamente maldisposti nei nostri confronti a causa dell’immobilismo e della pochezza del programma economico di Berlusconi. “Poco male - commentò giulivo il portavoce del capo, all’epoca Giuliano Ferrara - vorrà dire che dimostreremo la nostra efficienza con una legge finanziaria 1994 veloce, efficace e accettata da tutti”.
Quel giorno la Borsa di Milano perse il 2,5 per cento in una sola seduta.
All’insegna del: “Fatto!”.
E si scatenò l’ennesima polemica grazie a degli spot pubblicitari voluti da Berlusconi sulle reti RAI e Fininvest di acclamazione dei “risultati” dell’azione di governo in carica (vennero bocciati dal garante per la radio televisione) e terminò così anche l’ultimo scampolo d’estate con i primi segnali in arrivo dal mondo sindacale che non promettevano nulla di buono.

La troica economica annunciava infatti, senza che nessuno l’avesse chiesto, una finanziaria centrata sui tagli alle pensioni e sugli sgravi fiscali agli imprenditori (per creare nuove opportunità di lavoro dissero Dini Tremonti Pagliarini e Gnutti in coro).
Apriti cielo.
Nell’ordine bocciarono l’iniziativa: la Santa Sede, il Partito Popolare Italiano, le sinistre in blocco (ovvio), la Charitas e ogni altra possibile associazione di volontariato e solidarietà nazionale, regionale e locale.
Avevano torto tutti quanti?
Comunque un primo risultato tangibile l’azione politica di Berlusconi l’ottenne.
A distanza di anni il sindacato ritrovava unità, baldanza e il sostegno forte dei lavoratori. Non accadeva più dal lontano 1970 che centinaia di migliaia, milioni di cittadini, si riconoscessero nelle bandiere della triplice, che da parte sua rispondeva a muso duro al Presidente del Consiglio quando, nel peggior stile reazionario degli anni cinquanta, faceva notare che per i due milioni di persone giunte a Roma per lo sciopero generale di novembre, ce ne erano altrettante al lavoro che non si erano fermate.
Cosi anche la simpatia che aveva raccolto in ampi strati dei ceti meno abbienti, Berlusconi se la giocò per colpa di una delle sue “uscite” poco felici.
A questo punto il quadro complessivo dell’Italia si delineava in tutte le sue caratteristiche banalmente simili al passato, fatto di fragili governi che hanno da sempre caratterizzato casa nostra con politiche fumose, tese a non scontentare nessuno e in compenso studiate apposta per far incazzare tutti quanti.
“Tutti contro tutti” divenne la parola d’ordine dell’inverno che stava per iniziare.
Il Capo del Governo contro il Presidente della Repubblica, i sindacati contro Palazzo Chigi, gli studenti contro D’Onofrio, le sinistre contro le destre, il centro contro sé stesso, gli industriali contro le tasse, la Corte dei Conti contro il disavanzo in corso e le avventatezze passate, la Corte Costituzionale contro leggi inique di spesa e ingiustamente vessatorie per i contribuenti, e via così senza più limiti.
Non poteva durare e infatti il Polo delle Libertà crollò di schianto.
Non se ne poteva proprio più. Era necessaria una tregua che desse un minimo di fiato alla nazione, anche perché nella sarabanda infernale che in un crescendo inarrestabile stava travolgendo le istituzioni democratiche si era perso l’obiettivo principale dell’esecutivo uscito dalle urne il 27 e 28 marzo: risanare i conti pubblici. Ovviamente al fatto che venisse creata nuova occupazione non credeva ormai più nessuno.

La manovra economica varata da Berlusconi quale suo ultimo e primo atto politico si era dimostrata insufficiente, debole e mal concepita.
Occorreva correre presto ai ripari, anche se alcuni (ad esempio noi ) sostenevano che ormai si fosse giunti oltre il punto di “non ritorno”, superato il quale la crisi economica e sociale in corso si sarebbe avvitata su sé stessa con conseguenze devastanti.
Puntuali ecco i riscontri.
In dieci mesi la nostra “vecchia e tanto amata” moneta perse quasi duecento punti sul marco tedesco, pari al 22 per cento, l’inflazione aumentò riportando il suo valore a quello del 1990, cioè il 4,5 per cento su base annua, l’occupazione diminuì anziché aumentare di ulteriori 450.000 unità portando in alcune zone d’Italia la disoccupazione al 18 per cento, con una media nazionale che sfiorava il 12.
La panoramica è praticamente conclusa.
Non ci attendevano certo mesi e nemmeno anni felici, anzi tutto il contrario.
L’instabilità politica voluta con avventatezza da chi tuttavia credeva di uscire vittorioso dalle elezioni future accelerava la caduta non tanto della prima repubblica, quanto della stessa repubblica italiana.
L’innesco della fase conclusiva avvenne e il detonatore che fece deflagrare lo Stato Italiano aveva un nome purtroppo conosciuto: inflazione.
I più informati lo sapevano da tempo, la gente comune invece perennemente tenuta all’oscuro per

evitare il panico, ma lo spettro dell’inflazione stile anni ottanta già da tempo aleggiava sull’Italia.
I dati dei primi quindici giorni di quel gelido Febbraio confermarono un’impennata verticale dei prezzi in tutte le città italiane come non si vedeva da moltissimo tempo e la ragione di questa sciagurata situazione era da ricercare nell’aumento dei prezzi dovuto al rincaro delle importazioni dopo due anni di svalutazione della nostra “vecchia” moneta.
Insomma fu una crisi strutturale purtroppo, contro la quale non si potette far nulla, se non stringere fortemente i cordoni della borsa da parte della Banca Centrale Italiana, Bankitalia insomma.
Disgraziatamente sarà questa iniziativa a far esplodere il debito pubblico fino a un passo dalla bancarotta……
Fu un precipitare continuo, sarà in seguito l’addio alla nostra “vecchia” lira…. oggi da tutti rimpianta…sostituita dall’ingannevole Euro, che presentatosi come il salvatore della Patria, ha portato il popolo italiano alla fame, ha “istituzionalizzato” l’usura, incrementato la criminalità, allargato a dismisura la soglia della povertà….. per sentirci dire, pochi giorni fa, proprio da chi millantò di voler fare il “Cincinnato” al suo paesello: “Andate a zappare..”
Il mondo gira, e come vedete dopo più di un decennio siamo tornati al punto di partenza, senza poter pensare di ripartire, perché il carburante della speranza si è esaurito…
E quello per far girare i motori costa troppo…
Una profezia?…………Presto torneremo a fare i conti con la nostra tanto amata LIRA!
Pochi lo sanno, ma in Italia vi sono alcuni piccoli paesi, che non se la sono sentita di lasciare “le vecchie lire” , che continuano ad usare per tutte le necessità quotidiane.
Ebbene, in questi paesini, tutti vivono senza il problema di mettere insieme il pranzo con la cena, e di notte dormono tranquilli…
I commercianti non si lamentano, l’offerta è pari alla richiesta, nessuno è senza lavoro, pochi lussi, ma per tutti , tanta serenità.
Domenica 21 Settembre 2008
Gabriella Pasquali Carlizzi
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October 2nd, 2008
Diario del saccheggio
Un film di Fernando E. Solanas
“A coloro che reistettero in quegli anni, alla loro dignità e al loro coraggio.”
Argentina, Ottobre 2001 - Il governo dell’alleanza è destituito in seguito alle elezioni legislative. Il presidente De La Rua non ascolta le richieste di cambiamento. In due anni le sue promesse di centrosinistra sono sostituite dai progetti del F.M.I. che rappresentano il proseguio del governo di Carlos Menem. Aumenta la recessione. Milioni di poveri e disoccupati. Ingente fuga di capitali. Le banche bloccano i depositi. La crisi si aggrava…
September 17th, 2008
La rivoluzione che non abbiamo visto in diretta televisiva ma che è stata ripresa e fotografata da Kim Bartley e Donnacha O’Briain IRLANDA, 2003 (74 minuti in lingua spagnola con sottotitoli in inglese).
Hugo Chávez eletto presidente del Venezuela nel 1998, è un colorato, imprevedibile eroe popolare, amato dalla classe lavorativa ed un duro avversario per la struttura di potere che vorrebbe vederlo deposto. Due registi indipendenti sono stati all’interno del palazzo presidenziale, l’11 aprile 2002, quando è stato forzatamente sollevato dal proprio incarico. Erano presenti anche 48 ore più tardi, quando, notevole, è tornato al potere per mezzo di volonterosi aiutanti. Il loro film documenta quello che era probabilmente nella storia il più breve colpo di Stato vissuto. Si tratta di un documento unico sui muscoli politici e uno straordinario ritratto di uomo che, dice il “The Wall Street Journal”, fà del Venezuela per Washington il più grande mal di testa latino-americano dopo quello di Cuba”.
September 17th, 2008
Le sette, cavallo di Troia degli Stati uniti in Europa
Bruno Fouchereau
Da Le Monde Diplomatique, maggio 2001 - edizione italiana
I conflitti in corso in vari paesi europei che vedono coinvolte le multinazionali “settarie” riguardano innanzitutto i diritti individuali. Il diritto, ad esempio, di entrare in un’organizzazione, ma anche di uscirne liberamente, senza minacce, ricatti o la distruzione della propria vita familiare. La garanzia, per i membri delle organizzazioni, di godere degli stessi diritti di altri lavoratori, sia sul lavoro che quando andranno in pensione.
Ma non sono solo una questione di diritti individuali. Questo articolo del combattivo giornalista investigativo Bruno Fouchereau ci ricorda che c’è molto di più in ballo: il controllo dell’immaginario europeo, gli stessi modelli sociali e ideali del prossimo futuro.
La natura strategica di questo settore emerge dal fatto che, nel biennio 1999-2000, il presidente della Us Commission on International Religious Freedom era nientemeno che Elliott Abrams. Condannato a un anno di carcere per lo scandalo Iran-Contras, Abrams è anche stato accusato di coinvolgimento nelle stragi in Guatemala ed El Salvador quando era responsabile degli affari latinoamericani sotto Reagan. Ha spesso accusato il Likud israeliano di essere troppo tenero verso i nativi palestinesi. Attualmente è un personaggio chiave nella formulazione della politica statunitense nei riguardi dell’intero Medio Oriente.
È sposato con la figlia di Norman Podhoretz, il fondatore dei neoconservatori.
Miguel Martínez

Elliott Abrams
Il 17 aprile scorso si è aperto davanti alla Corte d’assise di Grenoble il processo contro il direttore d’orchestra svizzero Michel Tabatchnik, imputato unico della setta del Tempio solare, accusato di aver istigato i quattro �suicidi collettivi� in cui sono morti, tra il 1994 e il 1997, settantuno membri della setta. Questa vicenda giudiziaria attira ancora una volta l’attenzione su quella nebulosa di gruppi di varia natura che, presentandosi come religioni minoritarie, svolgono attività di evidente carattere commerciale, sistematicamente condannate dai tribunali. In nome della difesa della libertà religiosa, gli Stati uniti mirano ad ottenere l’impunità di questi gruppi. Dietro a queste reti, nate dalla convergenza tra �nuova destra� e �neo-conservatorismo� in nome dell’anti-comunismo, si celano una serie di manovre per imporre a livello delle coscienze collettive l’ultra-liberalismo e la diseguaglianza, presi a fondamenti di ogni società.
Da una decina d’anni, la questione delle sette è passata in Europa dallo stadio di �inquietante fenomeno sociale� a quello di �problema di ordine pubblico di primo piano�. I massacri provocati dall’Ordine del tempio solare nel 1994 e 1995, l’attacco al gas nervino da parte della setta Aum nella metropolitana di Tokyo nel marzo 1995, il suicidio collettivo di Heaven’s Gate a Los Angeles nel 1999 sono tutti avvenimenti che hanno accelerato questa presa di coscienza. La Francia, il Belgio, la Spagna e la Germania hanno quindi rafforzato il proprio apparato repressivo. Tale scelta è stata in genere operata dal legislatore dopo una serie di rapporti parlamentari sulla pericolosità di alcuni gruppi e i metodi coercitivi e alienanti che essi infliggono ai propri adepti. In prima linea in questa politica repressiva vi sono la Francia e la Germania. Un po’ ovunque in Europa sono comparsi organismi incaricati di osservare il fenomeno. In Francia, sono state votate nel 1996 una serie di leggi che, tra le altre cose, assicurano una maggiore tutela alle persone più deboli. Il governo di Lionel Jospin ha creato una Missione interministeriale di lotta alle sette (Mils), presieduta da Alain Vivien. In Germania, è stata presa di mira soprattutto la Chiesa di Scientology. Già nel 1997, dopo un’indagine dei servizi di polizia, il governo federale metteva in guardia la popolazione sulla pericolosità di questa setta e il land di Baviera decideva di escludere i suoi adepti dall’amministrazione pubblica.

Militante della “Sea Org” di Scientology in divisa. Qui potete vedere il contratto con cui i membri della Sea Org si impegnano a servire Scientology per “un miliardo di anni”.
Di fronte a questo irrigidimento europeo, tutti gli esperti del fenomeno aspettavano la contro-offensiva delle multinazionali settarie, alcune delle quali, soltanto in Francia, dispongono di entrate pari a diverse decine di miliardi di lire. E la contro-offensiva partiva effettivamente dagli Stati uniti (1): il 27 gennaio 1997, Washington denunciava ufficialmente le misure prese dal governo tedesco contro Scientology. Alcuni giorni dopo, il Bureau for Democracy, Human Rights and Labor (Bdhrl - Ufficio per la democrazia, i diritti umani e il lavoro) (2), agenzia del dipartimento di stato, rendeva pubblico il suo rapporto sulla situazione dei diritti umani nel mondo. La Germania, messa pesantemente sotto accusa, compariva accanto alla Cina sulla lista dei paesi che violano la libertà religiosa! Questo rapporto sembrava arrivare al momento giusto per appoggiare la campagna lanciata da Scientology contro la Germania, una campagna fatta di manifestazioni, spazi pubblicitari sugli organi di stampa internazionali e un ricorso presentato alla Commissione europea per i diritti umani. Per �smorzare i toni�, nel marzo 1997 il dipartimento di stato emetteva un comunicato in cui affermava: �Abbiamo criticato i tedeschi, ma ci dissociamo dalla campagna lanciata da Scientology contro la Germania…�. Era il minimo che potevano sperare le autorità federali.
Nel 1998, mentre il Congresso americano votava una nuova legge sulla libertà religiosa nel mondo (sull’uso di tale legge in Egitto, si legga l’articolo a pag. 15), veniva costituito un nuovo dipartimento all’interno del Bdhrl: l’Office of International Religious Freedom (Ufficio per la libertà religiosa internazionale). La legge che ne decretava la nascita stabiliva anche che sarebbe stato presieduto da un ambasciatore plenipotenziario, a cui venivano affiancati cinque funzionari (officers) della segreteria di stato. La commissione dispone di un proprio agente in tutte le ambasciate americane. Primo presidente di questa commissione veniva nominato Robert A. Seiple, un ex marine che ama ripetere: �I diritti umani sono universali perché sono un dono di Dio! (3)�. Sul Naples Daily News (4), quest’ultimo spiegava anche come la fede l’avesse sostenuto nelle prove affrontate durante la sua esistenza, soprattutto nelle trecento missioni di combattimento svolte come ufficiale dei marines durante la guerra del Vietnam.

Bomba a guida laser lanciato sull’Iraq, dicembre 1998,
con gli auguri di buon Ramadan del marinaio Chad Rickenberg
Ma Seiple non è stato scelto solo per le sue doti di monaco-soldato. Per più di undici anni è stato a capo dell’associazione ultra-conservatrice World Vision Inc., la più importante organizzazione evangelica del mondo, che finanzia migliaia di progetti in entrambi gli emisferi e conta milioni di adepti, dall’Asia all’America latina (5). Nel primo rapporto della sua commissione, pubblicato nel settembre 1998 (6), la Francia, la Germania, l’Austria e il Belgio sono accusati di violare le libertà religiose. Il rapporto della commissione di inchiesta parlamentare francese del 1995 è considerato una cieca manovra persecutoria, e i deputati sono accusati di promuovere la segregazione religiosa poiché hanno stilato una lista di associazioni innocenti, colpevoli non di attività illecite, ma solo di professare il proprio credo. Il 22 marzo 1999, durante un seminario dell’Ufficio per le istituzioni democratiche e i diritti umani (Odhir), riunito a Vienna su invito dell’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (Ocse) (7), viene violentemente attaccata la politica francese nei confronti delle sette. Riprendendo e amplificando le accuse del dipartimento di stato, alcuni diplomatici e senatori americani si trasformano in pubblici ministeri, fino a sfiorare l’incidente diplomatico. Lo stesso scenario si ripete a Washington di fronte alla Commission on Security and Cooperation in Europe - struttura che riunisce i rappresentanti americani dell’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (Osce). Tre testimoni, venuti a deporre, rivelano alcune terribili verità: la Francia repubblicana si rifà al regime di Vichy, il primo ministro è letteralmente intossicato dai movimenti anti-religiosi, alcuni fedeli sono gettati in pasto al furore popolare, altri perdono il lavoro, vi sono figli sequestrati ai genitori…
Pubblicato nel giugno 1999, il rapporto ufficiale dei senatori americani dà la misura delle loro inquietudini riguardo al rispetto delle libertà fondamentali in Europa (8). Il governo francese viene accusato di strumentalizzare la propria amministrazione fiscale per trasformarla nel braccio armato di una nuova inquisizione. Sia la Mils che il ministero degli esteri francese spiegano che l’analisi delle strutture e dei flussi finanziari di Scientology dimostra che si tratta di una vera e propria organizzazione a scopo di lucro, con profitti colossali (elementi che giustificano pienamente le multe fiscali); e che il rapporto dell’Assemblea nazionale è stato elaborato insieme a giuristi, poliziotti specializzati, associazioni di comprovata utilità pubblica, accademici… Tale rapporto segnala 180 associazioni che si definiscono religiose, ma che ad uno studio più approfondito hanno mostrato il proprio carattere totalitario e i metodi coercitivi esercitati sui propri adepti. La maggior parte di tali associazioni hanno poi subito condanne in tribunale.
Chi controlla i controllori?
Gli organi istituzionali francesi tentano anche di correggere alcune patenti falsità. Ad esempio: la Francia è accusata di non voler accordare lo status di religione ad alcuni gruppi minoritari, quando invece, in virtù della legge del 1905 che afferma la separazione tra stato e chiese, non riconosce nessuna religione.
Ma il dialogo si rivela infruttuoso. Il 9 settembre 1999, l’Ufficio per la libertà religiosa internazionale pubblica un nuovo rapporto: un attacco ancora più feroce contro i paesi europei. L’8 dicembre, il ministro degli esteri francese Hubert Védrine scrive al suo omologo americano Madeleine Albright: �Quest’accusa senza fondamento all’azione pubblica francese da parte della vostra amministrazione, avanzata nello stesso momento in cui era in atto un dialogo tra alti funzionari, getta seri dubbi sulla stessa proficuità di tale dialogo…�. Gli scambi diplomatici sulla questione vengono ufficialmente interrotti.
Da allora, non sono più ripresi. L’ultimo rapporto del dipartimento di stato americano, pubblicato il 2 marzo scorso, menziona gli elementi positivi delle leggi del 1901 e del 1905 e rettifica, sia pur senza ammetterli, vari errori, ma mantiene un tono profondamente accusatorio.
La storia e la Costituzione americana non sono sufficienti a spiegare l’ostinazione degli Stati uniti nel sostenere questi gruppi. L’ufficio per la libertà religiosa internazionale è, come abbiamo visto, una struttura del Bdhrl, legata a sua volta al dipartimento di stato.
La Commissione per la libertà religiosa (Commission for Religious Freedom) è stata invece creata, nell’ambito dell’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (Osce) da parlamentari americani. Infine, esiste anche una terza struttura, legata direttamente alla Casa bianca: la commissione degli Stati uniti per la libertà religiosa internazionale (United States Commission for Religious Freedom). Il suo direttore, Steven T. Mc Farland, afferma che una delle principali ragion d’essere della commissione è quella di svolgere funzioni da �cane da guardia� (watch dog) sull’operato delle altre due: �Noi controlliamo il lavoro delle altre commissioni in modo che non si discostino dalla retta via…�. Altrove, di fronte ad una commissione incaricata di sorvegliare le commissioni che vigilano sulle libertà religiose, si sarebbe parlato di retaggi dell’apparato sovietico! Interrogato in proposito, Steve T. Mc Farland confessa di non aver letto il rapporto dell’Assemblea nazionale francese. Poi precisa, come per scusarsi, che non è in grado né di parlare né di leggere il francese. Lo stesso vale per i rapporti della Mils, i comunicati del ministero degli esteri francese e le note informative dell’ambasciata francese a Washington. I vari funzionari della commissione che è stato possibile contattare hanno affermato di non aver letto questi documenti, nemmeno in versioni tradotte… Mc Farland si giustifica garantendo che le informazioni trasmesse dalle agenzie dei servizi segreti americani, l’ambasciata di Parigi, gli accademici e le Ong che si lamentano dell’intolleranza del governo francese gli sembravano abbastanza affidabili. Infine, quando gli mostriamo alcuni fax dell’ambasciata di Madrid ((9) che dimostrano che il Bdhrl è intervenuto per rallentare l’istruttoria di un giudice spagnolo contro Scientology, il funzionario preferisce non commentare.
I membri dei servizi segreti che informano le commissioni americane sono, per definizione, impossibili da identificare. In compenso, l’ambasciata americana di Parigi raccomanda sul suo sito web un avvocato, Kay Gaejens, noto membro di Scientology. E, d’altronde, ad un convegno tenutosi nel febbraio scorso all’Assemblea nazionale francese sul problema della manipolazione mentale, la stessa ambasciata americana si è premunita di mandare due suoi membri, sia pur non invitati, insieme ad un dirigente francese di Scientology. Quanto alle testimonianze raccolte da queste commissioni, anch’esse sollevano diversi interrogativi. La persona incaricata di moderare la discussione a Vienna, nel marzo 1999, altri non era che Massimo Introvigne, sociologo italiano, fondatore del Centro studi e documentazione sulle nuove religioni (Cesnur), di osservanza cattolica integralista, strettamente legato alla setta neofascista Tradizione Famiglia Proprietà.
Collaboratore assiduo delle pubblicazioni di Scientology, Introvigne ha testimoniato in favore della setta al tribunale di Lione nel processo istruito dal giudice Georges Fenech.
L’avvocato francese Alain Garay, anch’egli invitato a Vienna, e in seguito a Washington, difensore dei Testimoni di Geova è, tra l’altro, responsabile delle loro questioni fiscali, oltre ad essere pure lui un habitué delle pubblicazioni di Scientology. Altro personaggio chiave è Willy Fautré, presidente dell’associazione belga Droit de l’homme sans frontière, il cui nome non deve far pensare che essa sia riconosciuta dalla Federazione internazionale dei diritti umani (Fidu). Fautré è stato a lungo corrispondente di News Network International, un importante gruppo di stampa e lobbying evangelica americana, anti-abortista e ferocemente anti-comunista. è anche membro della Federazione Helsinki per i diritti umani (Fhdu), i cui rapporti sono stati citati a più riprese dalle commissioni americane. Si dà il caso però che il corrispondente greco della Fhdu abbia partecipato ad alcune pubblicazioni fatte da Scientology insieme ad altre sette, e che la delegazione di Mosca abbia pubblicato un libro in collaborazione con Scientology.
Infine, tra le fila degli illustri testimoni delle violazioni della libertà religiosa orchestrate dal governo francese c’è anche il sacerdote Louis Démeo, dell’istituto teologico di N�mes. Quest’istituto è affiliato al gruppo evangelico della Greater Grace, con sede a Baltimora (Maryland), negli Stati uniti. Un gruppo che conta più di tremila missioni in America latina, oltre a varie centinaia di altre tra l’Africa e l’Europa dell’est. L’Istituto teologico di N�mes svolge funzioni di scuola di formazione per i quadri provenienti dall’Europa dell’est. La Greater Grace, i cui metodi sono stati fortemente criticati persino negli Stati uniti, può essere definita un �compagno di strada� di Scientology. Stacy Brooks, presidente del Lisa Mc Pherson Trust (10), la principale associazione americana di assistenza alle vittime di Scientology, è stata, per quindici anni, anche lei un membro della setta. Ha persino lavorato come segretaria di David Miscavige, successore di Ron Hubbard e attuale guru di Scientology. Si ricorda perfettamente del reverendo George Robertson, leader della Greater Grace: �È in stretti rapporti con i dirigenti di Scientology. Quando la setta, per motivi di immagine, non può intervenire su alcune questioni, chiede a Robertson di farlo al suo posto. È il loro principale contatto nel movimento evangelico…�.
È su sua istigazione che la Greater Grace e Scientology sono riuscite, a colpi di processi, a mandare in bancarotta la principale organizzazione di assistenza alle vittime delle sette fondata negli anni ‘70: la Cult Awareness Network. Salvo poi riacquistarla davanti all’equivalente americano di un tribunale di commercio (11)! I legami tra Scientology e Moon
Un altro elemento concorre a spiegare l’influenza di Scientology e dei suoi adepti negli Stati uniti. Dal 1993, la potentissima amministrazione americana delle imposte sul reddito (Irs) ha accordato alla setta lo status di religione a tutti gli effetti, esonerandola dal pagamento delle tasse. Per venticinque anni, l’Irs si era sistematicamente rifiutata di concedere alla setta gli esoneri fiscali di cui godono gli istituti religiosi. E tutti i rifiuti erano stati confermati dai vari tribunali americani, in particolare dalla Corte suprema. Questo mutamento di rotta dell’Irs ha permesso alla Chiesa di Scientology di risparmiare milioni di dollari e, schiudendole le porte dell’amministrazione americana, le ha fornito uno straordinario strumento di pubbliche relazioni.
I retroscena di questo ribaltamento sono stati svelati quattro anni dopo dal New York Times. Scientology avrebbe condotto una vera e propria guerra contro l’amministrazione fiscale. Una guerra portata ovviamente avanti a colpi di processi (sono stati promossi più di 50 procedimenti giudiziari), ma anche ingaggiando alcuni investigatori privati incaricati di indagare sulla vita privata degli alti funzionari dell’Irs. Uno di essi rivelava al New York Times, nel marzo 1997, di aver lavorato diciotto mesi per Scientology tra il 1990 e il 1992.
Dal suo ufficio nel Maryland, avrebbe raccolto informazioni sui responsabili che mancavano alle riunioni, bevevano troppo o avevano relazioni extra-coniugali… La concessione dell’accordo è poi avvenuta secondo un procedimento al di fuori dalla norma, aggirando le abituali istanze decisionali, su esplicita richiesta del direttore dell’Irs… Ai 300 milioni di dollari di utili messi insieme ogni anno da Scientology, alle sue tecniche di infiltrazione e intimidazione, al suo riconoscimento da parte dell’Irs, vanno poi aggiunte altre sinergie che le permettono di consolidare la propria influenza ai più alti vertici dello stato.
Steven A. Kent, ricercatore al dipartimento di sociologia dell’univesità di Alberta in Canada, ha studiato minuziosamente la strategia di lobbying messa in atto da vari gruppi religiosi e settari a Washington (12). Ha spiegato come i membri di Scientology, e prima di loro quelli della setta di Moon, abbiano promosso considerevoli manovre di pubbliche relazioni nei confronti di membri del Congresso, del Senato e della Casa bianca. A tal fine, Scientology ha versato 725mila dollari nel 1997 e 420mila nel 1998 ad una società di pubbliche relazioni specializzata in lobbying politico.
Alcuni attori cinematografici, membri di Scientology, hanno versato più di 70mila dollari per la campagna elettorale di Hillary Clinton al Senato, mentre Tom Cruise ha contribuito personalmente con 5.000 dollari a quella di Albert Gore e John Travolta ha organizzato insieme ad altri membri della setta una cena di gala a favore del partito democratico (prezzo del biglietto di ingresso: 25mila dollari). A questi si aggiungeva il contributo personale di 20mila dollari alla campagna dei democratici di un avvocato di Scientology. Infine, ultimo esempio di una lista assai lunga, uno dei principali dirigenti della setta, Greg Jensen, ha sponsorizzato la campagna del senatore Benjamin A. Gillman con una donazione di 10mila dollari(13). Questo senatore è diventato, dopo la sua elezione, presidente della Commission of religious Freedom dell’Osce…
Da parte sua, la setta Moon, proprietaria di uno dei maggiori quotidiani americani, il Washington Times, ha concesso le sue colonne, che pure sono di orientamento molto conservatore, ad Hillary Clinton, che vi pubblica una sua personale rubrica settimanale. è difficile tenere il conto dei senatori e membri del Congresso �sovvenzionati� da Moon. Ricordiamo solo che due presidenti statunitensi hanno regolarmente tributato onori alle conferenze organizzate dal reverendo Sun Myung Moon: George Bush (padre) e Gerald Ford. Non c’è alcun dubbio che Scientology e Moon hanno rapidamente stretto accordi reciproci. Dalla metà degli anni ‘90, le manovre in favore della libertà religiosa sono infatti condotte, sia in Europa che negli Stati uniti, in maniera congiunta.
La pubblicazione su Internet di uno scambio di lettere tra i dirigenti di Scientology e quelli di Moon ha messo in evidenza quanto le loro azioni nei confronti dei paesi dell’Est siano pianificate e concertate. L’attivismo dei membri di queste due sette, a cui se ne sono aggregate varie altre in modo più o meno formale, riceve ormai l’appoggio di vari gruppi fondamentalisti americani, secondo una politica che ricorda il partenariato tra Scientology e la Greater Grace. Così l’Institute on Religion and Public Policy (14), vivamente raccomandato dal Dipartimento di stato americano, vede riuniti alcuni senatori ultra-conservatori, alcuni moonisti e il guru della setta Sri Chinmoy… Questo istituto, che si auto-definisce cattolico �integralista�, ha stabilito la propria sede a pochi passi dalla Casa bianca e milita apertamente per il rispetto dei diritti di Scientology, di Moon e di altre religioni definite minoritarie in Europa.
Infine l’Institute for Religion and Democracy (Ird), zelatore dei governi di Reagan e Bush (padre e figlio), ultra-conservatore, omofobico e anti-abortista, che ha messo in piedi in più di vent’anni di esistenza decine di migliaia di missioni fondamentaliste protestanti in tutto il mondo, si è schierato a fianco dei detrattori della Francia. La sua presidentessa, Diane L. Knippers, sembra piuttosto combattiva: �La Francia rappresenta un modello per le altre democrazie europee. Deve assolutamente abbandonare la sua politica anti-religiosa e garantire nuovamente la libertà di culto…�. Ma la sua spiegazione cambia rapidamente di tono e, senza rendersene conto, offre delucidazioni sulla natura di ciò che lega insieme questi gruppi piuttosto eterogenei: �Oggi lottiamo in favore della libertà religiosa per lo stesso motivo per cui ieri abbiamo lottato contro il comunismo. Una società umana non può vivere nella menzogna. L’ateismo e il comunismo non generano altro che menzogna. La spiritualità è una garanzia di civiltà, perché la spiritualità e la fede producono individui onesti. Senza onestà non c’è commercio e senza il commercio non c’è civiltà…�.
Questa lotta per la �spiritualizzazione del mondo� (15) si congiunge concretamente e attivamente a quella delle lobby che vogliono imporre i valori americani attraverso la globalizzazione. L’Ird l’ha affermato a più riprese: la mondializzazione e la globalizzazione dei mercati sono missioni ispirate dalla Bibbia agli Stati uniti. Un concetto mistico-imperiale a cui aderiscono tutti i gruppi fondamentalisti e evangelici americani, che tutti coloro che si definiscono difensori delle libertà religiose tengono ben chiaro in mente. Per esempio, John R. Bolton, membro della Commissione degli Stati uniti per la libertà religiosa, è stato vice-presidente dell’American Enterprise Institute for Policy Research, un gruppo militante ultra-liberista.
Nell’amministrazione Bush (padre), Bolton era uno dei principali consiglieri del presidente nelle questioni relative al commercio internazionale. Nina Shea, membro della stessa commissione, afferma: �Il nostro principale obiettivo è istituire in tutto il mondo il nuovo ordine liberale…� Definito fin dall’inizio degli anni ‘80 dall’amministrazione Reagan, questo sistema di dominio, che potremmo quasi definire interattivo, ha raggiunto il parossismo con il suo nuovo principale obiettivo: l’universalizzazione delle norme giuridiche. Quest’ultima battaglia dovrebbe completare la globalizzazione del mercato mondiale. Ma, in questo contesto, stanno comparendo nuove variegate resistenze.
Come quella, guidata dalla Francia, relativa all’enorme mercato dell’istruzione.
Nella loro strategia, le sette e i grandi gruppi mediatici hanno un nemico comune. Si tratta di un’ideologia assai diffusa in Europa, di cui la Francia è tradizionalmente la culla: quella della laicità.
L’attacco alla politica repressiva dello stato francese nei confronti dei movimenti settari rappresenta in realtà un attacco alla sua laicità. Per le sette, la posta in gioco di questo scontro è chiara: radicandosi nel settore educativo a livello europeo e disponendo, come negli Stati uniti, di scuole che sfuggono ad ogni controllo statale, potrebbero garantirsi un’opera di reclutamento più vasta e più solida, perché associata alla costruzione della sfera culturale e psicologica degli individui. Se non è possibile parlare di un fronte comune e articolato, con una strategia condivisa decisa da uno stato maggiore unificato, è tuttavia innegabile che la compenetrazione dei grandi consorzi del settore della comunicazione, siano essi vettori - come l’industria informatica - o produttori di oggetti comunicanti - come l’industria del cinema - è ormai un dato di fatto. Non c’è bisogno di ricordare qui i legami che uniscono l’Abc, la Cnn e le loro pari alle lobby fondamentaliste americane, né la loro totale adesione all’ideologia dominante.
Notiamo, soltanto a titolo anedottico, che David Ichbia, primo biografo di Bill Gates, era membro di Scientology, come pure uno dei più stretti collaboratori di Gates, Guy Jensen. E che una delle principali società dell’Impero Microsoft - Executive Software - proclama ufficialmente la sua affiliazione alla setta. Eh sì! è il Grande Fratello che bussa sullo schermo del vostro computer …
Nota: sul rapporto tra CESNUR e i Testimoni di Geova, si veda anche “La Società Torre di Guardia smercia i libri di Introvigne”.
(1) Il che non è affatto sorprendente, se si considera che il 90% delle sette sono di origine nord-americana o hanno stabilito la propria sede oltre-Atlantico.
(2) Creata nel 1990 e legata a tutte le agenzie dei servizi segreti americani, questa amministrazione ha come missione ufficiale la valutazione delle libertà e del livello di democrazia di tutte le nazioni del mondo. Fornisce rapporti al governo nonché al Congresso americano.
(3) Intervista con l’autore.
(4) Naples, Florida, 28 gennaio 1999, citato da Stephen A. Kent in «Consultation on Religious Persecutions as a US Policy Issue», Trinity College, Hartford (Connecticut).
(5) Si veda a questo proposito The Interhemispheric Ressource Center e la rivista World Vision del dicembre 1991, pagina 14. È possibile anche consultare: http://www.pir.org/gw
(6) I vari rapporti della Commission of International Religious Freedom possono essere consultati al seguente indirizzo: http://www.state.gov
(7) Ufficio dell’Osce creato inizialmente in applicazione della carta di Parigi per una nuova Europa (1990) per controllare la regolarità delle elezioni in Europa. Nel 1994, il vertice di Budapest ha allargato le sue competenze al rispetto della dimensione umana nelle istituzioni democratiche e alla prevenzione dei conflitti. Sotto l’influenza dei senatori americani Dennis De Concini e Alphonse d’Amato, l’Odhir si interessa in modo particolare alle questioni relative alla libertà religiose.
(8) http://www.csce.gov
(9) Per consultare questi documenti: http://parishioner.org/spain.html
(10) Per informazioni su questa associazione: www.lisatrust.net
(11) Si legga a questo proposito il Los Angeles Times del 9 settembre 1999.
(12) Si può consultare il suo lavoro sulla rete: http://www.trincoll.edu/depts/cspl
(13) Citato da Stephen A. Kent in Marbourg Journal of religion, Università di Alberta (Canada); fonte: Center for Responsive Politics, Washington, 1999.
(14) È possibile consultare il loro sito: http://www.religionandpolicy.org
(15) Si veda il Marburg Journal of religion, volume 6, n�1, gennaio 2001.
(Traduzione di S.L.)
Fonte: kelebekler.com
September 11th, 2008
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