La soluzione di Burnet
Nota: Questo articolo è stato pubblicato originariamente nel 2002.
Da Brendan Nicholson
Corrispondente Poltico
Marzo 10 2002
Il microbiologo Sir Macfarlane Burnet, famoso in tutto mondo e premio Nobel venerato come il più grande scienziato per la ricerca medica in Australia, fu segretamente esortato dal governo a sviluppare armi biologiche per uso contro l’Indonesia e altri paesi “sovrappopolati” del Sud-Est asiatico.
La rivelazione è contenuta nei documenti top-secret declassificati dall’archivio Nationale d’Australia, nonostante la resistenza del Dipartimento degli affari esteri e del commercio.
Sir Macfarlane nel 1947 venne raccomandato in una relazione segreta che le armi biologiche e chimiche dovrebbero essere sviluppate per colpire le colture alimentari e attraverso la diffusione di malattie infettive.
Il suo ruolo chiave di consulenza sulla guerra biologica è stato scoperto negli Archivi Nazionali nel 1998 dallo storico Philip Dorling di Canberra.
Il dipartimento ha inizialmente bloccato il rilascio del materiale sulla base del rischio di ledere le relazioni internazionali Australiane. Con il ricorso del Dr. Dorling il materiale gli è stato finalmente rilasciato alla fine dello scorso anno.
I documenti includono una nota che Sir Macfarlane ha scritto per il Dipartimento della difesa nel 1947, nella quale disse che l’Australia dovrebbe sviluppare armi biologiche che agiscano nel clima tropicale in Asia senza spargersi nei centri abitati più temperati in Australia.
“In particolare nella situazione australiana, la contro-offensiva più efficace alla minaccia di invasione dai sovrappopolati paesi asiatici, sarebbe stata diretta verso la distruzione per mezzo biologico o chimico delle colture alimentari tropicali e la diffusione di malattie infettive in grado di diffondersi in condizioni climatiche tropicali, ma non sotto le australiane, “ha detto Sir Macfarlane.
L’immunologo nato in Vittoria, capo della ‘Walter e Eliza Hall - Instituto di Ricerca Medica’, che ha vinto il Premio Nobel per la medicina nel 1960. Morì nel 1985, ma le sue teorie in materia di immunità e “selezione clonale” fornirono la base per la moderna biotecnologia e ingegneria genetica.
Il 24 dicembre 1946, il segretario del Dipartimento della Difesa, F.G. Shedden, ha scritto a Macfarlane Burnet dicendo che l’Australia non poteva ignorare il fatto che molti paesi stavano svolgendo una intensa ricerca sulla guerra biologica e invitandolo a una riunione di alti ufficiali militari per discutere la questione.
Il verbale di una riunione, nel gennaio del 1947, rivela che Sir Macfarlane ha sostenuto che il clima temperato dell’Australia potrebbe dare un significativo vantaggio militare.
“Il principale contributo di ricerca locale per quanto riguarda l’Australia potrebbe essere quello di studiare intensamente le possibilità di guerra biologica nelle zone tropicali contro le truppe e le popolazioni civili ad un livello relativamente basso di igiene e con corrispondente alta resistenza per le comuni malattie infettive,” ha detto in riunione.
Nel mese di settembre 1947, Sir Macfarlane è stato invitato ad aderire ad un sottocomitato chimico e biologico della commissione per lo sviluppo di nuove armi da guerra.
Egli ha preparato una relazione segreta dal titolo “Nota sulla guerra da un punto di vista biologico” che lascia supporre che l’arma biologica potrebbe essere molto potente per contribuire a difendere un Australia scarsamente popolata.
Sir Macfarlane ha inoltre invitato il governo a incoraggiare le università a ricercare tali rami di scienze biologiche, che hanno una particolare incidenza sulla guerra biologica.
Un approccio clinicamente scientifico si manifesta in una nota che ha scritto nel mese di giugno del 1948.
Egli ha detto: “Un attacco con un agente microbiologico su una popolazione di grandi dimensioni, avrebbe un impatto talmente devastante che il suo uso sarebbe estremamente improbabile finchè entrambe le parti sono in grado di una ritorsione.”
“Il principale utilizzo strategico di guerra biologica può anche essere quello di amministrare il colpo di grazia ad un nemico praticamente sconfitto e costringerlo alla resa, nello stesso modo in cui la bomba atomica è servita nel 1945.”
“Il suo utilizzo ha l’enorme vantaggio di non distruggere il potenziale industriale del nemico che può essere poi ripreso intatto.”
“Palesi guerre biologiche possono essere utilizzate per ottenere una resa psicologica, piuttosto che distruttive misure dirette.”
Il verbale di una riunione a Melbourne nella Caserma di Vittoria nel 1948 ha rilevato che Sir Macfarlane ” è stato del parere che, se l’Australia si impegna a lavorare in questo campo dovrebbe essere sul lato tropicale-offensivo, piuttosto che difensivo. C’era molto poco di conosciuto su attacchi biologici a colture tropicali. ”
Dopo aver visitato il Regno Unito nel 1950 e esaminato gli sforzi britannici delle ricerche chimiche e biologiche di guerra, Sir Macfarlane ha detto alla commissione che l’apertura di epidemie tra le popolazioni nemiche era stata eliminata come mezzo di guerra, perché è in grado di rimbalzare sul mittente.
“L’introduzione di un agente patogeno intestinale esotico in un paese dalle strutture igienico-sanitarie basse, ad esempio di contaminazione delle acque, potrebbe avviare un’ampia diffusione”, ha detto.
“L’introduzione della febbre gialla in un paese con una zanzara opportuna come vettore, potrebbe causare in una prima epidemia di disattivare le misure di controllo che sono state stabilite”.
Il sottocomitato ha raccomandato che “le possibilità di un attacco alle forniture alimentari del S-E Asia e in Indonesia, utilizzando agenti Biochimici, dovrebbe essere considerato da un piccolo gruppo di studio”.
Ha raccomandato nel 1951 che “un pannello di segnalazione per il sottocomitato di armi chimiche e biologiche da guerra, dovrebbe essere autorizzato a riferire sulla potenzialità offensiva di agenti biologici suscettibili ad essere efficaci contro le forniture alimentari locali del Sud-est asiatico e in Indonesia”.
Il Dr. Dorling ha detto che, mentre Sir Macfarlane è stato un grande australiano, egli è stato anche un prodotto del tempo in cui molti australiani detenevano profondi timori verso i più popolosi paesi asiatici.
Egli ha detto che il governo Menzies era più interessato a cercare di ottenere armi nucleari. “Fortunatamente anche queste si sono dimostrate impraticabili e così l’Australia non ha mai ottenuto armi di distruzione di massa”.
Il segretario della Federazione Australiana della Società Scientifica e Tecnologica, Peter French, ha detto di non aver ancora visto i documenti ma che l’intera nozione di guerra biologica è stata un qualcosa di cui gli scienziati australiani non starebbero a loro agio oggi. “Visto attraverso gli occhi di oggi, si tratta chiaramente di una proposta aberrante”, ha detto il dottor French.
Riflettendo sui problemi che incombono sull’umanità in questi tempi come la crisi alimentare, un lettore gentilmente commentava che “… i popoli possono ancora convivere pacificamente…, e invece di preoccuparsi a creare nuove armi potrebbero collaborare tutti assieme per eliminare i problemi che assillano l’umanità. Risorse energetiche per tutti sono possibili se si collabora, e il cibo con le tecnologie agrarie odierne può non essere più un problema. Forse occorre tornare al passato per guardare al futuro.”
Al fine di stimolare e ampliare le nostre conoscenze in campi fondamentali per la sopravvivenza, quali la coltivazione di grano o frumento e simili, ci ha posto delle semplici domande:
Quanti di voi sanno in che periodo seminare il grano affinchè produca in abbondanza?
Quanti di voi sanno conoscono la rotazione delle colture?
Qunati di voi sanno che ciò che mangiamo sottoforma di pane e pasta arriva dall’agricoltura?
Quanti di voi sanno che basterebbe tornare ad un economia a livelo familiare per avere tutto ciò che ci serve per vivere a portata di mano e GRATIS?
Mi sembrano domande interessanti su conoscenze basilari per tutti noi, quindi ho fatto una piccola ricerca in rete e ho trovato un breve ma pratico calendario che oltre a indicare i tempi di semina suddivisi per mesi, indica anche in quale fase lunare sia preferibile seminare o potare etc. .
Luna crescente: è tempo di semina in vaso per begonie, garofani, petunia, salvia. In giardino piantare, se il terreno non è gelato, alberi da frutto, rampicanti, rose. In semenzaio si possono piantare basilico, melanzana, peperone.
Luna calante: è tempo di potare gli alberi di mele e pere e le rose. Preparare il terreno per le nuove semine, concimando anche l’oliveto dopo la raccolta delle olive. In semenzaio si possono piantare lattuga e radicchio.
Luna crescente: è tempo di semina in vaso di bocca di leone, petunia e salvia, in giardino piantare la sforsizia. E’ ora di semina per i grani di fine aprile e per l’avena. In semenzaio si possono piantare basilico, melanzana, peperone e pomodori. Nell’orto bietola, carota, prezzemolo, ravanello.
Luna calante: potare gli alberi fioriti in dicembre e gennaio, potare la rosa e le siepi, potare anche gli alberi di mele e pere. Concimare grano e orzo. In semenzaio è l’ora del sedano, della lattuga. Nell’orto la cipolla, il radicchio, la bietola, il cavolo.
Luna crescente: piantare in serra il ciclamino e la dalia. In giardino seminare crisantemo, calendula, malva. Trapiantare in vaso la viola. Piantare e sistemare a dimora bulbi da ciclamino; gelsomino, glicine; nuove piante di rosa e i tuberi di dalia. Nell’orto mettere a dimora bietola, carota, pisello, prezzemolo e ravanello.
Luna calante: concimare il frutteto e il vigneto. Seminare pisello e lupino. Innestare il melo e il pero. Nell’orto mettere a dimora cipolla, lattuga, radicchio e spinacio.
Luna crescente: seminare in vaso campanella rampicante e zinnia. In serra seminare la canapa e la dalia annuale. In giardino seminare viola, violacciocca, calendula e crisantemo. Mettere a dimora le piante di vite e di olivo. Nell’orto è il tempo del cavolo, melanzane, peperone e pomodoro.
Luna calante: potare le siepi di sempreverdi; potare anche le piante in vaso. In serra seminare l’indivia. Nell’orto cavolo cappuccio, lattuga estiva, porro, scarola e sedano.
Luna crescente: seminare fiordaliso, papavero e violacciocca. In giardino sistemare a dimora i gerani e le piante erbacee. Nell’orto seminare pomodoro, cetriolo, ravanello, zucca e melone. Da non dimenticare, verso la fine del mese, di seminare cavolo cappuccio, lattuga e scarola.
Luna calante: in giardino potare gli alberi già fioriti, pulire dai rami erbacei le rose. Piantare il mirtillo e gli ultimi ulivi. Nell’orto seminare spinacio, radicchio, porro e scarola.
Luna crescente: in giardino sistemare primule, garofani, campanule. Piantare i gerani in terra all’aperto. Nell’orto seminare il cavolfiore e all’aperto basilico, bietola, prezzemolo e zucchina.
Luna calante: potare alberi e arbusti già fioriti, potare anche le rose. E’ tempo di raccogliere la frutta per serbarla in congelatore o fare marmellate e conserve. Nell’orto seminare radicchio, indivia riccia, scarola, romana e porro.
Luna crescente: in giardino piantare garofani, rose e violacciocche. In vaso, invece, trapiantare i crisantemi. Nell’orto seminare fagiolo, fagiolino, prezzemolo e bieta. Trapiantare cavolo e radicchio e piantare le fragole.
Luna calante: seminare grano, segale e avena. E’ ora di potare pesco, ciliegio e albicocco dopo la raccolta. Nell’orto seminare bietola e radicchio, verso la fine del mese il finocchio.
Luna crescente: in giardino piantare i bulbi di narciso e riprodurre per talea gli arbusti da fiore.
Nell’orto seminare prezzemolo e ravanello; piantare anche le fragole. Trapiantare cicoria, indivia riccia, cappuccio.
Luna calante: in giardino cimare l’edera e il gelsomino, potare le siepi. Nell’orto seminare il radicchio, la cicoria e la cipolla bianca. Verso la fine del mese lattuga, spinaci e valeriana.
Luna crescente: in giardino seminare papavero e pisello odoroso; trapiantare garofano, primula e rosa. Nell’orto seminare il prezzemolo e il ravanello; trapiantare finocchio, radicchio e cicoria.
Luna calante: in giardino potare i rosai esauriti, regolare gli arbusti. Nel campo seminare miglio, girasole e grano saraceno.
Nell’orto seminare la cipolla bianca, lattuga da taglio e spinacio.
Luna crescente: in giardino piantare bulbi di tulipani, narcisi e rosa, nel campo seminare l’orzo.
Nell’orto seminare il ravanello e piantare la fragola.
Luna calante: potare alberi e arbusti già fioriti; in giardino preparare la dimora delle nuove rose.
Nell’orto mettere a dimora la lattuga e la valeriana, piantare l’aglio.
Luna crescente: nel campo seminare pisello, grano e segale. In giardino piantare le nuove rose, piantare i bulbi di tulipano e i bulbi dei fiori primaverili.
Nell’orto mettere a dimora seminare pisello primaverile e ravanello.
Luna calante: potare glicine e rosa, alberi e arbusti. Raccogliere la frutta da conservare.
Nell’orto seminare lattuga e rucola; trapiantare i bulbi di aglio.
In California, i cittadini si stanno organizzando per fermare l’irrorazione aerea di antiparassitari in corso di programmazione da parte dello Stato.
Ecco le loro dichiarazioni.
Il Dipartmento per gli Alimenti e Agricultura (CDFA) della California ha annunciato piani per riprendere l’irrorazione aerea di antiparassitari per la Light Brown Apple Moth (LBAM) nell’estate 2008.
Nonostante la massiccia opposizione dell’opinione pubblica locale, la campagna di vari milioni di dollari cominciata nel 2007 nelle contee di Santa Cruz e Monterey usa un feromone sintetico insieme ad altri prodotti chimici racchiusi in microscopiche capsule di plastica.
Ignorando le dliffuse segnalazioni dei gravi effetti causati sulla salute umana, come pure i danni alla vita marina e alle api, la CDFA espanderà il programma per l’area di San Francisco Bay all’inizio dell’estate 2008, con piani di continuare a spruzzare ogni mese per 3 - 5 anni o indefinitamente fino a quando la falena è ‘debellata.’
Lunedì 3 marzo 2008, si è tenuta una riunione al municipio Marin centro, presso la Corte di Madera, ospitato dalla Marin Pesticida Free Zone campagna, e organizzato da Frank Egger, Marin, Coordinatore del movimento StopTheSprayMarin.org.
Prodotto come un servizio pubblico di EON-la Rete Ecologica Opzioni
www.EON3.net
In collaborazione con la fondazione Soluzioni Naturali
www.HealthFreedomUSA.org
L’era dei prodotti alimentari a basso costo è finita. Il prezzo del granturco (mais) è raddoppiato in un anno, quello dei prodotti del frumento è al loro più alto livello in un decennio. L’indice dei prezzi alimentari in India è aumentato dell’11 per cento in un anno, e in Messico nel mese di gennaio ci sono stati disordini dopo che il prezzo della farina di mais (usato per fare l’alimento base dei poveri, le tortillas) è aumentato di quattro volte. Anche nei paesi sviluppati i prezzi dei prodotti alimentari sono in corsa di salita, e non accennano a scendere.
L’alimentare a buon mercato è durato solo una cinquanta anni. Prima della seconda guerra mondiale la maggior parte delle famiglie nei paesi sviluppati spendevano un terzo o più del loro reddito per prodotti alimentari (come la maggioranza dei poveri paesi in via di sviluppo ancora fanno). Ma dopo la guerra una serie di cambiamenti radicali, dalla meccanizzazione alla Rivoluzione verde, hanno sollevato la produttività agricola enormemente causando un lungo, ripido calo del prezzo reale dei prodotti alimentari. Per la classe media globale sono stati bei vecchi tempi, con i prodotti alimentari che costavano solo un decimo del loro reddito.
Sarà probabilmente indietro a un quarto entro un decennio, e potrebbe elevarsi molto di più, perché stiamo entrando in una periodo in cui tre distinti fattori convergenti sono alla guida dei prezzi dei prodotti alimentari. Il primo è semplicemente la domanda. Non solo la popolazione mondiale continua a crescere (circa una extra Turchia o Vietnam ogni anno), ma con la corsa economica asiatica sempre più persone in tali paesi iniziano a mangiare notevoli quantità di carne.
All’inizio di questo mese, nella sua valutazione di tendenze annuali di allevamento, le Nazioni Unite prevedono che entro il 2016, meno di dieci anni da adesso, le persone nei paesi in via di sviluppo saranno il 30 per cento in più a mangiare carne bovina, 50 per cento on più a base di carne suina e il 25 per cento in più di pollame. Per l’allevamento deglii animali ci sarà bisogno di grandi spazi per la coltivazione di grano, per rispondere alla domanda sarà necessario spostare grandi quantità di grano dalla coltivazione per uso umanp a terra per il consumo animale - in questo modo il prezzo del grano e della carne saliranno.
I poveri nel mondo non si curano del prezzo della carne, perché non possono permettersela neanche ora - ma se il prezzo del grano di sale, molti di loro soffriranno la fame. E forse non dovremo attendere fino al 2016, perché la smania di “bio-carburanti” sta spostando enormi quantità di terra per la produzione di cibo. Un sesto di tutto il grano cresciuto negli Stati Uniti quest’anno sarà “mais industriale” e destinato ad essere convertito in etanolo e bruciato nelle automobili, e in Europa, Brasile e Cina vanno tutti nella stessa direzione.
L’attrattiva dei biocarburanti per i politici è evidente: essi possono sostenere che stanno facendo qualcosa di utile per la lotta contro le emissioni e per il riscaldamento globale (anche se le richieste sono profondamente indagate), senza in realtà esigere sacrifici da qualsiasi azienda o per gli elettori. L’importo dei terreni agricoli dedicati alla coltivazione di bio-carburanti negli Stati Uniti è cresciuto del 48 per cento nello scorso anno solamente, e quasi nessuna nuova terra è stata portata sotto l’aratro per ricostituire la produzione di cibo. In altri grandi paesi produttori di bio-carburante come la Cina e il Brasile c’è la stessa tendenza a passare da alimentare a combustibile. In effetti, il mercato alimentare e il mercato energetico sono sempre strettamente legati, che significa notizie molto cattive per i poveri.
Se il prezzo del petrolio aumenta (e la rapida crescita economica in Asia garantisce che aumenterà), faran salire anche il prezzo dei bio-carburanti, e diventa ancora più attraente per gli agricoltori passare dall’alimentare al combustibile. Né la politica salverà il giorno. Come economista dell’Istituto politico della Terra Lester Brown, il mese scorso ha detto al Congresso degli Stati Uniti: “Il palcoscenico è ora fissato per la concorrenza diretta per il grano tra gli 800 milioni di persone che possiedono automobili, e tutto il resto dei due miliardi di persone più povere. “Indovinate chi vince.
L’impennata della domanda asiatica e i bio-combustibili costosi significano alimentari cosstosi ora e nel prossimo futuro, ma poi c’è di peggio. Il riscaldamento globale s’impenna, ma solo di recente qualcuno ha quantificato quanto duramente. La risposta, pubblicata nella rivista “Environmental Research Letters” del mese di marzo da Christopher campo del Carnegie Institution di Stanford, California, USA e David Lobell di Lawrence Livermore National Laboratory, è abbastanza semplice: per ogni 0.5C (0.9F) in più di caldo, ril raccolto di grano cala tra tre e cinque per cento. Così due gradi C in più di caldo (3.6F), la più bassa della gamma di temperatura previsto aumento per questo secolo, si intende un dodici a venti per cento di calo della prouzione alimentare globale
Questa è la scienza, naturalmente, quindi questa risposta può essere sbagliata - ma potrebbe essere sbagliata anche nell’essere troppo conservatrice. L’anno scorso a New Delhi, ho intervistato il direttore di un gtuppo che ha appena concluso un contratto per valutare l’impatto sulla produzione di cibo indiano con un aumento di soli due gradi C in temperatura globale. La risposta, almeno per l’India, era di 25 per cento. Che significherebbe la fame di massa, perché, se l’India fosse in quella situazione, anche tutti gli altri principali paesi produttori di alimenti lo sarebbero, e non ci sarebbero importazioni disponibili uguale a che prezzo.
Nelle prime fasi di questo processo, i pressi più elevati dei prodotti alimentari contribuiranno i milioni di agricoltori che sono stati a lungo molto poveri e ripagandoli per il loro sforzo perché il potere politico si trova nelle città, ma in seguito sarà dura. Il prezzo dei prodotti alimentari rispetto al reddito medio stà salendo a livelli mai visti fin dall’inizio del 19 ° secolo, e che non scenderanno di nuovo nelle nostre vite.
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Gwynne Dyer è una giornalista indipendente, con sede a Londra, i cui articoli sono pubblicati in 45 paesi.
Per una corretta comprensione dell’argomento di questa relazione occorre fare uno sforzo su sè stessi: si devono, cioè, lasciare da parte tutte le teorie e le ipotesi sull’alimentazione dell’uomo preistorico che grosse forze economiche ed una scienza asservita al potere e al profitto hanno cercato di farci accettare a tutela di determinati interessi. Si deve invece cercare di dare risposte soddisfacentemente accettabili agli interrogativi che certamente suscita tale tema, utilizzando il buon senso, la logica elementare e i nostri orientamenti istintivi : sono, questi, tre semplici ma potenti strumenti di indagine di cui tutti disponiamo e che dobbiamo rivalutare ed usare con determinazione.
Occorre partire da un dato di fatto incontestabile: i nostri antichi progenitori non erano carnivori, non erano erbivori, non erano onnivori, erano semplicemente dei fruttariani e lo furono per moltissimi anni, i primi della loro esistenza. Essi, non ancora bipedi, vivevano sugli alberi della foresta, che dava loro l’unico cibo al quale la specie umana è biologicamente adatta, cioè la frutta succosa e dolce, che ancora oggi istintivamente appetiamo e cerchiamo da piccoli finchè conserviamo i nostri sani istinti alimentari. Quindi noi tuttora nasciamo fruttariani, non ci sono dubbi, non ce ne possono essere, da bambini desideriamo e rubiamo la frutta, non la carne, non la verdura, essendo attirati unicamente dal cibo più confacente alla nostra struttura fisiopsichica e quindi nutrizionalmente ottimale, come l’anatomia comparata, la fisiologia comparata ed altre discipline scientifiche comprovano.
Indubbiamente, per ogni specie animale esiste un cibo adatto, più di qualsiasi altro, a quella specie e la frutta succosa e dolce è, appunto il cibo più adatto naturalmente alla specie umana.
Scientificamente questo è spiegabile facilmente dato che esiste una stretta relazione, profonda ed atavica, tra un certo tipo di alimento e la struttura anatomo-funzionale dell’animale che di esso si nutre; tale relazione costituisce garanzia di conservazione e di salute per quell’organismo, il quale, pertanto, è, ovviamente, attratto “istintivamente” da quello specifico alimento. Quell’organismo è, in conclusione, predisposto, per legge naturale, in modo ottimale, alla ingestione e alla digestione di quell’alimento soprattutto e più di ogni altro alimento.
La terminologia è importante; deve essere quanto più possibile esatta, per evitare confusioni, errori di valutazione, interpretazioni fuorvianti, conclusioni sbagliate.
Detto questo, ecco che sorge qui la necessità di fare chiarezza sulla differenza tra “fruttivoro” e “fruttariano” e tra “fruttivorismo” e “fruttarismo”.
Parliamone, quindi.
Il termine “fruttivorismo” indica un generico “mangiar frutta”; pertanto “fruttivoro” è “chi mangia frutta”. Orbene, se pensiamo che esistono popoli che non conoscono l’uso alimentare della carne e dell’olio, o del pane, o del latte non umano, ma che (significativamente!) non esiste alcun popolo che ignori la frutta come alimento, allora TUTTI gli abitanti della Terra si potrebbero qualificare “fruttivori”, anche se assieme alla frutta mangiano altro? CERTAMENTE.
Ma quei fruttivori che sono finalmente riusciti ad individuare nella frutta il proprio UNICO e duraturo alimento, ripristinando felicemente l’alimentazione naturale dei nostri antenati, sono dei fruttivori particolari che occorre distinguere dagli altri fruttivori chiamandoli “fruttariani” e chiamando “fruttarismo” il modello alimentare da loro raggiunto. Non sarebbe errato quindi dire che i fruttariani sono dei “fruttivori fruttariani”.
In conclusione, tutti i fruttivori e quindi indistintamente tutti gli uomini della Terra sono potenzialmente dei futuri fruttariani in quanto tutti inevitabilmente, più o meno tardi e più o meno velocemente, approderanno (questo è il vero progresso!) al fruttarismo, ambita meta di tutta l’umanità, impegnata ormai nel lungo viaggio di ritomo alla alimentazione naturale, che ha intrapreso molti millenni fa.
E’, questo, un viaggio lunghissimo, ma che verrebbe enormemente accelerato se da bambini fossimo lasciati liberi di crescere nutrendoci solo con la frutta, unico alimento che l’istinto ci suggerisce e che ambiamo mangiare e non fossimo invece soggetti alle pressioni deviatrici dei genitori, di coetanei gi viziati, di pediatri che, ignoranti o venduti all’industria, influenzano purtroppo le cure parentali. Ancora qualche nota di terminologia per affermare che si può validamente usare il termine “frugivoro” quale sinonimo di “fruttariano”, come autorevolmente confermano il glottologo Pianegiani nel suo “Dizionario etimologico della lingua italiana” ed il linguista Webster nel suo “New International Dictionary”. Va ricordato anche che la radice etimologica di FRUCTUS è la medesima di “frugale” e quindi di “frugalità”, per indicare un modello di alimentazione sobrio e limitato a modeste quantità di prodotti della terra, il che toma a lode del vegetarismo e, naturalmente, del fruttarismo. C’è chi, facendo leva sul fatto che FRUGES (latino) significa “frutti”, ma significa anche “biade”, sostiene, più o meno artatamente, che il termine “frugivoro”, se si privilegia tale secondo significato e se ci si riferisce all’uomo, giustifica il ricorso alimentare ai cereali da parte dell’uomo stesso.
Una simile tesi è però scientificamente insostenibile per molti motivi e soprattutto per i seguenti, da tenere sempre presenti:
I cereali danno dei frutti secchi (cariossidi) che, se interi, sono inadatti ad alimentare l’uomo mentre sono adatti, per esempio, a nutrire uccelli granivori, che sono fomiti di un apparato digerente appositamente strutturato per la digestione di questi frutti/semi delle graminacee (famiglia alla quale appartengono i cereali) e ben diverso da quello umano. L’uomo soltanto ricorrendo ad artifici riesce ad utilizzare i cereali: con la MOLITURA e poi con la COTTURA, ricavando alla fine dei prodotti morti, privati, fra l’altro, del corredo vitaminico.
All’uomo si addicono solo i frutti crudi (cioè “vivi”), carnosi e dolci, che costituirono - si ripete - la sua unica fonte di alimentazione nella preistoria e che contengono più o meno la stessa percentuale media di acqua presente nel corpo umano (65%).
La digestione degli amidi dei cereali è particolarmente onerosa in quando a dispendio energetico e alla fine approderà alla formazione terminale di monosaccaridi (cioè zuccheri semplici, come, per esempio, il glucosio) che troviamo già presenti, pronti ad essere assorbiti senza fatica, nella frutta carnosa e dolce.
Se, invece, si fa riferimento non all’uomo come fruitore di cereali, ma ad altri animali, l’affermazione secondo la quale è corretto l’utilizzo alimentare dei cereali è scientificamente valida. Del resto si è già visto dianzi che per gli uccelli granivori le cariossidi (integre) dei cereali costituiscono cibo adeguato. Lo precisa attenzione! - lo stesso glottologo Pianegiani (prima citato) il quale ci dice che FRUGES con il significato di “biade” si addice “propriamente alle bestie”, intendendo evidentemente per “bestie” gli animali non umani e particolarmente gli erbivori, i quali infatti usano le biade come foraggio e per i quali quindi è giusto dire (come, sempre il Pianegiani dice) che “si pascono” di biade.
Poichè questo paragrafo fa parte di un lavoro imperniato sulle proteine nell’alimentazione umana, uno dei punti qualificanti è senza dubbio quello che riguarda le proteine della frutta, che costituirono per millenni l’unico cibo dell’uomo preistorico. L’uomo, però, ad un certo momento del suo passato preistorico divenne carnivoro e la carne, si sa, è un alimento eminentemente proteico, che continua ad essere presente nella comune dieta di gran parte dell’umanità.
Quale abisso tra l’uomo preistorico fruttariano testà descritto e l’attuale uomo carnivoro! perchè l’uomo divenne carnivoro! Cerchiamo di rispondere a questo inquietante interrogativo nel seguente paragrafo.