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SEGNI DELL’EXTRA-MONDO

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Un nuovo studio, da parte di fisici della University of Wisconsin-Madison, ha escogitato un approccio che potrà aiutare a svelare la forma “occulta” dell’universo: le forme delle dimensioni extra potranno essere “viste” decifrando la loro influenza sull’energia cosmica rilasciata dalla violenta nascita dell’universo, circa 13 miliardi di anni fa. Il metodo, pubblicato sul numero del 2 febbraio scorso delle Physical Review Letters, in pratica fornisce la prova che, usando dati sperimentali, si può arrivare a visualizzare queste dimensioni elusive, la cui esistenza è alla base della teoria delle stringhe, principale candidata per una unificata “teoria del tutto”. La teoria delle stringhe propone l’idea che tutto nell’universo, dalle più immense galassie alle particelle subatomiche, sia fatto di sottili e vibranti corde di energia. Una teoria affascinante, ma che al momento è ancora in cerca di dimostrazione.

Dal punto di vista matematico, la teoria delle stringhe suggerisce che il mondo che conosciamo non è completo, e che oltre le 4 dimensioni con cui abbiamo familiarità - il tempo e lo spazio tridimensionale - esistono sei dimensioni spaziali extra, presenti in forme geometriche occulte ad ogni singolo punto nell’universo. “Anche se gli scienziati usano potenti super-computers per cercare di visualizzare queste dimensioni extra”, dice il fisico Gary Shiu, che ha condotto lo studio, “nessuno è ancora riuscito a svelarne la forma”. Secondo la teoria delle stringhe, queste dimensioni extra potrebbero avere 10.000 forme possibili diverse, ognuna teoricamente corrispondente al proprio universo e alle proprie leggi fisiche. “Vorremo conoscere quella che corrisponde al nostro di universo”, dice Henry Tye, fisico della Cornell University che non ha partecipato allo studio.

In realtà, esistono ben 5 teorie delle stringhe che si distinguono in base alla forma delle stringhe e a come esse implementano la supersimmetria, che è una parte tecnica della teoria che porta alla cosiddetta teoria delle superstringhe. Secondo alcune versioni della teoria esisterebbero in totale non 9 ma addirittura 25 dimensioni spaziali. Nel 1995, Edward Witten diede inizio alla “Second Superstring Revolution” (“Seconda Rivoluzione delle Superstringhe”), introducendo la Teoria M. Questa teoria raggruppa le 5 teorie delle stringhe in una sola formulazione matematicamente coerente ed abbandona il precedente tentativo di unificare relatività generale e meccanica quantistica noto col termine di “Supergravità” che introduceva una undicesima dimensione. L’unificazione delle teorie delle stringhe fu ottenuta associandole in una specie di trama di rapporti reciproci detta “dualità” (in dettaglio “S-dualità”, “T-dualità” ed “U-dualità”). Ciascuna di queste dualità fornisce un metodo per convertire una teoria delle stringhe in un’altra.

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Nel mondo fantastico delle stringhe e delle superstringhe, un mondo infinitamente piccolo dove i costituenti fondamentali della materia e dell’energia sono miliardi e miliardi di volte più piccole degli elettroni o dei fotoni, non vi è un solo universo, ma molti universi paralleli che possono anche venire a contatto tra loro. Shiu dice che le forme multi-dimensionali dell’ extra-mondo sono troppo piccole per poter mai essere osservate attraverso gli usuali mezzi, per questo la teoria è così difficile da dimostrare. “Possiamo teorizzare qualsiasi cosa, ma poi dobbiamo essere in grado di dimostrarlo sperimentalmente. Il problema dunque è: come facciamo ?”.

Il metodo sviluppato da Shiu, Insieme al suo studente Bret Underwood, si basa sull’idea che le sei dimensioni extra abbiano avuto una forte influenza sull’universo, quando questo era ancora un piccolo blocco altamente compresso di materia ed energia, nell’istante dopo il Big Bang. Non esistendo ancora una macchina del tempo per tornare a quel momento, i nostri eroi hanno usato una mappa dell’energia cosmica rilasciata dopo il Big Bang che è stata catturata da satelliti come il WMAP (Wilkinson Microwave Anisotropy Probe) della NASA essendo rimasta praticamente tale e quale, fornendo una fotografia del baby-universo. “Così come un’ombra può dare un’idea di un oggetto, questa traccia di energia cosmica può fornire un’indicazione della forma delle altre sei dimensioni presenti”, spiega Shiu.

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Per decifrare da questa ombra cosmica la geometria a sei dimensioni dell’extra-mondo, i nostri eroi sono partiti da due differenti tipi di geometrie matematicamente semplici, chiamate “warped throats” (gole deformate), calcolando l’ammontare di energia che in teoria corrisponderebbe all’universo descritto da ogni forma. Comparando poi le due mappe, hanno riscontrato piccole ma significative differenze. Il risultato mostra che specifici pattern di energia cosmica possono fornire indicazioni sulla geometria delle forme a sei dimensioni.

Sebbene i dati attuali non sono ancora precisi abbastanza per essere comparabili col nostro universo, esperimenti prossimi futuri, come quelli che verrano effettuati tramite il satellite Planck dell’Agenzia Spaziale Europea, potranno forse rilevare le sottili variazioni tra le differenti geometrie, almeno è quello che spera Shiu, che dice: “I nostri risultati con geometrie semplici provano che la geometria delle dimensioni extra potrà essere decifrata dalle tracce di energia cosmica, fornendo così una rara opportunità per testare finalmente la teoria delle stringhe”.

Se il progresso tecnologico renderà possibile realizzare delle più dettagliate mappe dell’energia cosmica, e magari identificare la singola geometria alla base del nostro universo, allora potrà anche darsi che la teoria delle stringhe si riveli corretta.

Fonte: Space Daily

Add comment March 6th, 2007

Preparatevi all’apocalisse

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I Maya dissero: preparatevi all’apocalisse del 2012.

Niente a ché vedere con l’invasione aliena annunciata dallo “Smoking Man” di X-Files. O forse sì ?
I Maya hanno lasciato una serie di messaggi che descrivono i misteri della vita e della morte. Ma, soprattutto, informano che nel 2012 un’apocalisse sconvolgerà il mondo. Almeno secondo Maurice Cotterel, uno studioso della civiltà maya, che ritiene di aver decifrato questi messaggi i cui contenuti ha esposto in un articolo pubblicato dal “Daily Mail”.

Secondo Cotterel, i Maya credevano di vivere nella quinta era del sole: le quattro precedenti erano state caratterizzate da razze e civiltà ogni volta distrutte da un cataclisma. Grazie alle loro conoscenze matematiche ed astronomiche, i Maya avrebbero individuato la periodicità di tali catastrofi attraverso i cicli solari.

Cotterel è arrivato a questi risultati studiando reperti trovati nella tomba del dio-re Pacal, scoperti nel giugno 1952, il cui significato non era stato percepito appieno. Maurice Cotterell ha studiato la cosmologia dei Maya, identificando un lungo ciclo, legato alle macchie solari, capace potenzialmente di invertire la polarità magnetica terrestre.

Il calendario Maya è basato sulle configurazioni del cielo stellato e grazie a ciò con un programma computerizzato è stato possibile risalire alle date. I Maya consideravano la nostra era formata da un milione e 872 mila giorni: partendo dal primo giorno identificato con il 12 agosto 3114 a.C., arriviamo al 22 dicembre 2012 d.C. In quella data dovrebbero verificarsi eventi astronomici e geologici tali da provocare uno sconvolgimento dell’attuale assetto planetario.

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In proposito, si è espresso anche il ricercatore John Major Jenkins, esperto della civiltà Maya, autore di “Maya Cosmogenesis 2012”, con un’introduzione di Terence McKenna. Il libro si basa su un dettagliato studio del calendario Maya che ha previsto per il 2012 un raro allineamento di un vasto ciclo di tempo noto come precessione degli equinozi.

TIME WAVE ZERO

Terence McKenna ha introdotto il paradigma “Time Wave Zero” nel 1975. Si tratta di una mappa di tutta la storia umana, dalle singole persone alle intere società, nel corso dei millenni, in un andamento frattalico ricorrente che si muove su e giù tra libertà e restrizioni, felicità e sofferenza, forze positive-negative di coscienza. Come la storia umana si è evoluta dai tempi antichi a quelli moderni, fino agli attuali post-moderni, il percorso frattale sembra aver ridotto sempre più velocemente i propri intervalli temporali.

Ebbene, secono l’ “Onda Temporale Zero” elaborata da McKenna (ricercatore etnobotanico, sperimentatore di droghe allucinogene, scrittore, scomparso nel 2000, ndr), il percorso frattale dell’evoluzione umana giungerà al termine nel dicembre del 2012, quando si esaurirà la coscienza polare. Quando sperimenteremo il Tutto come Uno e non più come una serie di conflitti e opposizioni.

(…) Ritengo che siamo alle prese con un fenomeno che non può essere arrestato né accelerato, e che quello che noi chiamiamo il caos del XX secolo è difatto l’andamento vorticoso di questo processo temporale, la cui intensità è tale da apparire evidente nel giro di una sola vita umana. Siamo come farfalle che nascono e muoiono in un paio di giorni. Negli ultimi dodici mesi sono occorse più trasformazioni che nei precedenti vent’anni, e in quei vent’anni sono accadute più cose che nei precedenti cento anni, così come questi hanno conosciuto più cambiamenti rispetto ai mille anni prima, e via di seguito (…) Ora, il risultato cui sono pervenuto dopo 25 anni di messa a punto della situazione non è solo l’idea dell’auto-responsabilità individuale e della necessità di sottrarsi alle istituzioni dominanti.

Tutto ciò è piuttosto scontato. C’è qualcos’altro di cui vale la pena parlare, ed è il fatto che il mondo umano sta risentendo dell’influenza di una forza attrattiva, una forza ignorata dai laici perché le uniche parole per descriverla provengono dal dizionario di religioni fallimentari e sgradevoli (…) Sono veramente convinto che la storia si approssimi alla sua fine. È una sorta di fede trascendentale il fatto che stia accelerando; il tasso di ingresso della novità nello spazio tridimensionale cresce in maniera asintotica e il paziente lavoro di tessitura di energie un tempo disperse prepara il terreno per la comparsa di nuove forme organizzative e di nuovi modi di essere. Credo che ci stiamo avvicinando a una rottura simmetrica simile a quella avvenuta quando le prime forme viventi uscirono dal mare e strisciarono sulla terra. A mano a mano che ci avviciniamo a questo punto di rottura sempre più la storia diventa allucinatoria, surreale, simile al sogno. Ci stiamo muovendo letteralmente verso il regno dell’immaginazione dove risiede il futuro dell’umanità (…) Noi siamo creature la cui embriogenesi è stata interrotta: a metà strada dalla dimensione angelica, la parte peggiore di noi ha preso il sopravvento, con il monoteismo, il razzismo, il sessismo, il materialismo.

Abbiamo tradito l’intelligenza primitiva, che per centinaia di migliaia di anni ci ha fatto dono del coraggio, dell’altruismo, del senso del sacrificio. Ciò di cui abbiamo bisogno è un’esperienza che trasformi radicalmente la nostra compresnione del mondo, dobbiamo recuperare l’autentica esperienza del trascendentale, cioè la fusione con la Natura, per entrare in contatto con la mente planetaria, la mente di Gaia (…) Alfred Whitehead, filosofo e matematico inglese ha parlato di concrescenza, che in biologia significa unione o fusione di parti originariamente separate, che avviene durante l’accrescimento, e affermava che il mondo si approssima ad essa. Io lo chiamo “l’oggetto trascendentale alla fine del tempo” (…) Grazie a internet, il sistema nervoso umano si sta globalizzando, sta costruendo un modello di pensiero consapevole su scala planetaria.

Chiunque, collegandosi in rete può osservare direttamente questa sorta di ampio progetto auto-dispiegantesi, e credo che quella che ho chiamato “onda temporale zero” rappresenta graficamente l’evoluzione del flusso e riflusso storico. Ho anche elaborato dei programmi su computer che riproducono quelle che io chiamo “onde di novità”, praticamente si tratta di una rappresentazione grafica su scala temporale del flusso e riflusso delle novità. Inserendo in queste onde i dati storici, paleontologici e geologici sono pervenuto alla fine ad un risultato davvero sorprendente: questa novità definitiva che ho chiamato oggetto trascendentale alla fine del tempo coincide con la fine dell’anno 2012. Quando ho calcolato questa data non ero ancora a conoscenza della profezia maya. Per arrivarci sono partito dall’I-Ching, il noto oracolo cinese basato sulle combinazioni di esagrammi formati da elementi binari, associati ad un ampio commentario letterario.

Sono giunto alla scoperta che gli esagrammi corrispondono ad un calendario di 384 giorni, pari a 13 cicli lunari. Ho scoperto poi che questo calendario è un sottoinsieme di uno schema frattale di misurazione del tempo più accurato e sofisticato. In pratica, l’antica sapienza cinese ha nascosto la sua minuziosa analisi del tempo in uno schema divinatorio che altro non è se non una vera e propria scienza combinatoria. C’è un solo punto nell’intero ciclo dove il livello di abitudine scende fino allo zero e dove di conseguenza la novità raggiunge l’infinito. Coincide con il solstizio del 2012. Ne ho dedotto che l’universo stà dispiegando un processo di auto-metamorfosi che porterà gli esseri umani ad un processo di auto-rivelazione in cui la religione cristiana troverà il suo compimento (…) Più ci avviciniamo all’oggetto trascendentale alla fine del tempo più eclatante sarà il crollo della realtà ordinaria e maggiore la distorsione degli scenari attuali (…).

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Add comment January 30th, 2007


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