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MEDICO CURA TE STESSO

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LA NUOVA MEDICINA: CURA DELLA PERSONA O UTOPIA DELL’UOMO PERFETTO?

QUARTO CONVEGNO INTERNAZIONALE

Associazione MEDICINA & PERSONA
MILANO, 21-23 GIUGNO 2007

Viene affermato da eminenti medici e scienziati che chiedersi il perché esula dall’orizzonte della scienza, e che anzi non interessa sapere perché un certo fenomeno avvenga. Se questo atteggiamento culturale si affermasse nell’ambito della medicina, non ci sarebbe più rapporto medico-paziente, non ci sarebbe più soddisfazione professionale, perché senza senso non c’è gusto, non ci sarebbe più in una parola la medicina come la intendiamo oggi. Ancora di più, se non c’è un senso, perché curare? Infatti, sembra essere questa la domanda intorno a cui ruotano i dibattiti sui temi dell’inizio e della fine vita. C’è un atteggiamento nichilista, che tende a determinare cultura e leggi, e che si coniuga bene con una mentalità per cui l’uomo non ha valore in sé, ma solo se produce e consuma.

La medicina è un rapporto tra due uomini (o non è medicina).

Dobbiamo continuare a stupirci, a lasciarci stupire dalle cose che capitano. Essere vivi. E’ sempre più evidente che l’amicizia e la solidarietà sono fattori integranti, coessenziali all’atto medico. Anche quando incontri accademici ad hoc - pensati per dare certezze o per stupire - confondono questa semplice evidenza, la realtà contraddice e mostra il vero: il fiorire di esperienze quali quelle degli Hospices, il ritorno a casa di Nuvoli, così sofferto e desiderato, come svelato dalle sue prime parole “Grazie, è bello essere a casa“, di che cosa sono segno? Di una umanità che soffre se è lasciata sola, di una necessità all’origine: quella di essere amati.

Che l’atto medico sia dunque un rapporto tra due uomini è la condizione sine qua non. Non per umanizzare l’atto tecnico. Semplicemente perché è un atto tra due uomini, per l’uomo. Non si può proprio farne a meno.

L’alternativa è quella odierna: relazione tra due ruoli, due solitudini, le cui libertà sono regolamentate da un contratto (il consenso informato, il testamento biologico).

La nostra è un’epoca in cui va di moda il bioeticismo teorico, cioè situato fuori dai luoghi dove la sofferenza si svolge drammaticamente (in un rapporto che, proprio perché rapporto, è drammatico, se no non è un rapporto).

La realtà che noi e i nostri malati viviamo è in qualche modo ridotta: dai politici (per le solite questioni di potere), dagli economisti (per le note questioni di bilancio e spesa), dai bioeticisti teorici che speculano sulla realtà, invece che lasciarsi seriamente interrogare da chi questa realtà la vive.

Crediamo che la sanità possa ancora continuare ad esistere se si lavora per l’uomo con questa coscienza, se si è negli ospedali e dovunque costruttori di salute con questa coscienza: uomini al lavoro per altri uomini, in costante rapporto con loro, di aiuto “tecnico”, ma anche di conforto solidale, che va oltre i limiti del puro atto tecnico. Un rapporto umano, appunto. Non c’è altro che possa destare maggior curiosità nel lavoro. Interessati all’altro uomo, fino all’affezione, quando accade. Non temendo di affezionarci. La vicenda di Nuvoli a ben guardarla (nonostante tutte le interpretazioni che strumentalmente ognuno vorrà trarne) è segno di questa solidarietà tra uomini. E’ l’esistenza di un rapporto che cambia la vita. Fino alle richieste organizzative e strutturali.

Crediamo che la vera sfida oggi consista esattamente in questo: mettere in atto un rapporto di cura, tra uomini, prima ancora di essere preoccupati di compiere la “scelta etica perfetta”. Questa potrà solo essere l’esito di un percorso fatto insieme: “Chi potrà mai chiedere di morire, se si sente amato?”. hospice-a-parma.pdf Forse questo ai bioeticisti non andrebbe. A noi sì.

 

“Non la scienza, ma la carità ha salvato il mondo” (G. Moscati)

Tratto da medicinaepersona.org

Add comment April 15th, 2007

ACQUA POTABILE PER TUTTO IL PIANETA

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Il 19 e 20 marzo si svolgera` a Bruxelles la prima Assemblea Mondiale dei Cittadini e degli Eletti per l’Acqua (AMECE - info su www.amece.net). Per la prima volta, infatti, parlamentari, sindaci e amministratori locali, rappresentanti di sindacati, dirigenti di imprese pubbliche dell’acqua e movimenti della societa` civile si riuniranno con l’ambizione di prendere impegni comuni per la realizzazione concreta di misure rivolte ad assicurare, entro 20 anni al massimo, l’accesso all’acqua potabile ed ai servizi igienico sanitari per tutti gli abitanti del pianeta.

Bruxelles, da Domenica 18 a Martedì 20 Marzo 2007
AMECE
Assemblea Mondiale degli Eletti e dei Cittadini per l’Acqua

Sede del Parlamento Europeo, le intere giornate

Le lotte contro la mercificazione dell’acqua hanno ottenuto risultati significativi negli ultimi 15 anni in America Latina, Asia, Africa e vari Paesi d’Europa - fra cui di recente l’Italia; pur se parziali, essi sono segni di un’inversione di tendenza, concorde con la posizione a favore del riconoscimento dell’acqua come diritto umano e bene comune assunta da istituzioni come il Parlamento Europeo. Sulla base di questi successi, il movimento globale per l’acqua ha ora la responsabilità di indirizzare le proprie strategie verso l’applicazione di misure concrete per cambiare la situazione attuale, piuttosto che la reiterata descrizione delle problematiche e la semplice proposta di soluzioni alternative: da questo nasce l’idea di un’Assemblea Mondiale per l’Acqua, uno spazio pubblico dedicato all’incontro tra persone e allo scambio di informazioni anzitutto operative sul tema.

Per trovare tutte le informazioni logistiche generali ed il programma provvisorio dell’evento cliccate qui > INFO
Fonte: www.nuovomunicipio.org/

Gentilmente segnalato da G.G.

Add comment February 21st, 2007

Tutti a luci spente

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Per non perdere di vista fra le tante altre notizie del giornale, questo appuntamento importante, aggiungo questo articolo sul blog dove so` che gli amici e la famiglia vengono a dare un occhiata regolarmente.

Per alcuni di noi l’arrivo del nuovo mondo e` chiaro come la luce del sole.
Nel loro cuore questi sanno, che c’e` di piu` fra il cielo e la terra.
Gia` dagli anni ’80 il pianeta terra si trova con l’umanita` - la nostra madre cosmica con i suoi bambini - collegata insieme al sistema solare al il sistema stellare di Sirius, in un processo di trasformazione verso una espressione di vita a un livello elevato e piu` fino di vibrazione di frequenza.
Per l’umanita` significa questo un elevamento nella coscienza, dalla coscienza della dualita`, alla coscienza dell’ unita`. In termini semplici si avvicina all’accorgersi che di fatto tutti gli uomini, sono fratello e sorella, non dal punto di vista genetico ma dal punto di vista dell’anima.

Tutti noi stiamo trasformandoci anche con l’arrivo di internet, che forma ora la piu` grande biblioteca consultabile in casa del mondo, dove possiamo in un battibaleno leggere, studiare o consultare.
Con il suo arrivo anche le distanze sono diventate irrisorie e tutte le persone possono comunicare facilmente nel mondo. Questo mondo virtuale il “cyberworld” vibra nella quarta dimensione dove ora noi stiamo transitando.

Personalmente ho vissuto in questo mondo “virtuale” una settimana bellissima, incontrando una, per dir poco sublime, pulsante e vibrante comunicazione fra umani, in tutte le sue note musicali gradevoli!Grazie in modo particolare, a tutti quegli amici, vecchi e nuovi che in queste settimane stanno riempiendo ulteriormente la mia vita di gioia e luce, stando vicini e festeggiado insieme a me, questo tempo speciale e nuovo.

Do` quindi qui noto a voi cari, un appuntamento particolare:

Al 1 di febbraio 2007 quando, come indicato sotto nell’ invito urgente, alle ore 19.55 spegniamo le luci in segno di presenza e unione, invito noi tutti, in piu`, a volgere i nostri pensieri per un momento in quei minuti, ad una comunione e abbraccio di luce d’amore, che avvolga noi tutti e che sia una fiamma che divampi e che avvolga di sentito amore il pianeta, nostro ospite e madre, che lo irrighi della nostra riconoscenza e affetto ma che soprattutto ci renda ancor piu` uniti, coscienti e capaci di una svolta.

Un abbraccio forte e un bacio forte a tutti!

Calm

Cara gente,

Al 1 Febbraio chiudiamo tutte le luci dalle ore 19.55 fino alle 20.00 !
Lasciateci spegnere tutte le luci, cosicche` i (politici) decisori delle riforme, comprendano che qualcosa non va.

URGENTE:

Azione Ferma i cambiamenti del clima.
Prendi parte al 1 febbraio 2007 alla grande mobilizzazione dei cittadini.

L’ ALLEANZA PER IL PIANETA
Il gruppo delle associazioni per la salvaguardia dell’ambiente fa un richiamamo a tutti i cittadini; “Concedi al pianeta 5 minuti di pace”. A ognuno viene chiesto di spegnere tutte le luci al 1 febbraio dalle 19.55 alle ore 20.00. Non si tratta qui di risparmiare energia per un giorno, ma bensi` di porre l’ attenzione del cittadino, dei media e soprattutto dei politici che approvano le riforme di decidere sulla questione spreco di energia e alla necessita` di farlo urgentemente!.

Durante quei 5 minuti il pianeta potrebbe riposare: questo non dura molto, non costa nulla, e da anche a te stesso PACE. E dovrebbe chiarire ai politici e ai candidati per le prossime elezioni parlamentarie del prossimo giugno 2007 che i cambiamenti del clima fanno parte di un sogggetto che pesa nel dibattito politico.

E perche` al 1 febbraio 2007?
Perche` in quel giorno a Parigi esce il nuovo rapporto degli esperti sul clima delle Nazioni Unite. Succede anche ai nostri vicini - non dobbiamo quindi perdere questa possibilita` e dobbiamo di conseguenza dirigere i riflettori sul tipo di urgenza della situazione climatica mondiale. Se tutti noi prendiamo parte, questa azione puo` avere veramente un influsso politico, e questo pochi mesi prima delle elezioni del giugno 2007!

Fa circolare questa notizia piu` che puoi, mandala a piu` gente che puoi anche ai politici local! Segnalalo nelle notizie sui siti internet, parlane in giro (anche se trovi che sull’argomento si sia gia` detto `’tutto“’ o che sia troppo “alla moda”) e ma soprattutto, FA QUALCOSA.

1 FEBBRAIO 2007 “LUCI CHIUSE” dalle 19.55 fino alle ore 20.00.

Traduzione propria dal sito: niburu.nl

Fonte: Unitynet

1 comment January 28th, 2007

Censura: I blogger che criticano il governo potrebbero finire in galera

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DI STEVE WATSON
Infowars

Sareste perdonati se pensaste che questa è una nuova forma di restrizione alla libertà di espressione che è stata introdotta nella Cina Comunista. Ma non lo è. Il governo Statunitense vuole obbligare i blogger e gli attivisti di base che operano on line a registrarsi e a documentare regolarmente le proprie attività al Congresso USA, e questo nel corso dell’ultimo incredibile attacco che è stato scagliato contro Internet e il Primo Emendamento della Costituzione.

Richard A. Viguerie, Presidente di GrassrootsFreedom.com, un sito web il cui scopo è quello di combattere qualunque tentativo di ridurre al silenzio i movimenti di base, afferma:

“La Sezione 220 di S. 1, il progetto di legge per la riforma delle attività dei gruppi di pressione che è al momento in discussione al Senato, richiede a quegli attivisti di base, blogger compresi, che comunicano con 500 o più membri del pubblico su questioni di politica, di registrare e di documentare ogni quattro mesi le proprie attività al Congresso nella stessa maniera in cui già fanno i grandi gruppi di pressione di K Street. Se venisse introdotta, la Sezione 220 emenderebbe la legge esistente di documentazione sui gruppi di pressione, dando così vita alla più estesa intrusione nei diritti che sono riconosciuti dal Primo Emendamento che sia mai stata introdotta. Per la prima volta nella storia, i critici del Congresso avranno bisogno di registrarsi e di documentare le proprie attività al Congresso stesso”.

n altre parole, Nancy Pelosi e i Democratici potrebbero ridefinire il significato atttribuito alle attività dei gruppi di pressione per far sì che le comunicazioni politiche ai / fra i cittadini siano ricomprese nell’ambito della medesima legislazione.

Secondo la legge attuale qualunque “lobbista” che “intenzionalmente e a propria discrezione viene meno all’obbligo di fare archiviare o di documentare” le proprie attività al governo ogni quattro mesi può essere incriminato nell’ambito del codice penale, compresa la possibilità di essere condannato ad una pena detentiva della durata massima di un anno.

Al momento l’emendamento è in stallo al Senato.

Questo ultimo attacco contro i blogger se ne fuoriesce bollente dalla proposta del Senatore Repubblicano John McCain di introdurre una nuova legge che consentirebbe di multare i blog fino ad un massimo di 300.000 dollari per dichiarazioni offensive, foto o video che sono stati pubblicati dai visitatori nelle finestre di un sito destinate ai commenti.

La proposta di McCain è stata presentata sotto l’insegna di voler salvare i bambini dai predatori sessuali e di voler incoraggiare gli informatori a vendere i gestori di siti web al National Center for Missing and Exploited Children – Centro Nazionale per i Bambini Scomparsi e Sfruttati, che poi passerebbero l’informazione alle competenti autorità di polizia.

Nonostante la totale mancanza di una qualunque prova che dimostri che i bambini sono le vittime in massa da parte dei blogger o delle persone che lasciano commenti sui blog, sembra certo che la proposta diventerà legge in una qualche maniera. È ben risaputo che McCain prova una forte antipatia nei confronti dei suoi critici nella blogosfera, e questo provoca un evidente conflitto di interessi ogni qualvolta una proposta per la ristrizione dei blog viene da lui presentata.

Nei mesi scorsi, un coro di propaganda inteso a demonizzare Internet e a drenarlo verso un percorso di stretto controllo è stato vomitato fuori da numerosi organi dell’establishment:

- Durante un’apparizione con la moglie Barbara su Fox News durante lo scorso mese di Novembre, George Bush senior ha attaccato i blogger di Internet accusandoli di creare un “clima ostile e disgustoso”.

- La strategia de-classificata della stessa Casa Bianca per “vincere la guerra al terrore” evidenzia come obiettivo le teorie cospirative di Internet definendole un terreno fertile per il reclutamento di terroristi e minaccia di volerne “diminuire” la relativa influenza.

- Il Pentagono recentemente ha annunciato il suo tentativo di infiltrare Internet e di propagandare la guerra al terrore.

- In un discorso del mese scorso, il direttore della Sicurezza Naziale Michael Chertoff ha identificato il web come un “campo di addestramento del terrorismo”, attraverso cui “le persone disaffezionate che vivono negli Stati Uniti” stanno sviluppando “ideologie radicali e in forma potenziale anche capacità di tipo violento”. Chertoff ha promesso di disseminare agenti della Sicurezza Nazionale nei dipartimenti della polizia locale allo scopo di fornire aiuto nella cattura di terroristi domestici che fanno uso di Internet come fosse uno strumento politico.

- Un caso legale di estrema importanza in favore della Recording Industry Association of America e di altre organizzazioni che sono attive nel commercio globale cerca di criminalizzare qualunque attività di “file sharing” su Internet defindola una violazione del copyright, contribuendo in questa maniera alla chiusura del world wide web – e la loro argomentazione è sostenuta dal governo degli Stati Uniti.

- Un altro fondamentale caso legale a Sidney va ancora più in là, stabilendo la trappola che consentirebbe di distruggere Internet per come lo conosciamo e di porre fine ai siti web di informazione alternativa e ai blog, e questo con la creazione di un precedente secondo cui la semplice presenza su di un sito di link ad altri siti web significa infrangere la legge sul copyright e rappresenta un atto di pirateria.

- L’Unione Europea, guidata dall’ex Stalinista e potenziale futuro Primo Ministro Inglese John Reid, ha anch’essa promesso di voler fermare i “terroristi” che fanno uso di Internet per diffondere propaganda.

- Recentemente la UE ha anch’essa proposto una legislazione che impedirebbe agli utenti di poter caricare una qualunque forma di materiale video senza possedere una licenza.

- In precedenza abbiamo anche svelato come siano in atto numerosi tentativi di limitare la neutralità di Internet nonchè di designare una nuova forma altamente ristretta dello stesso conosciuta con il nome di Internet 2.

Non fate errori, Internet, che è uno dei più grandi avamposti della libertà di espressione mai esistito, è sotto il costante attacco da parte di personaggi potenti che non possono operare all’interno di una società dove l’informazione scorre liberamente e senza filtri. Tutti questi tentativi sono una replica delle storie che sentiamo ogni settimana e che provengono dalla Cina Comunista Controllata dallo Stato, dove Internet è strettamente regolato ed esiste virtualmente come un’entità a se stante, tenuta ben lontana dal resto del web.

Le frasi “governo Cinese” e “Mao Zedong” sono state addirittura censurate nei siti ufficiali Cinesi perchè sono considerate “frasi sensibili”. Lasceremo che i nostri ipotetici governi Democratici implementino lo stesso tipo di politiche restrittive anche qui da noi?

Secondo la sezione 220 della proposta di legge per la riforma dei gruppi di pressione, Infowars.net potrebbe essere obbligato a cercare di ottenere una licenza solo per potervi offrire questo tipo di informazione. Se ci venisse garantita una licenza, verremmo poi obbligati a documentare le nostre attività al governo quattro volte all’anno solo per potervi offrire questo tipo di informazione. Tutto questo vi pare essere libertà di espressione o piuttosto totalitarismo?

***********

E’ il momento di mobilitarsi:

Oltre che telefonare al Senato USA, vi suggeriamo di andare su GrassrootsFreedom.com dove c’è una petizione che potete firmare contro la sezione 220 di S. 1, la proposta di legge per la riforma delle attività dei gruppi di pressione.

A questo resoconto ha contribuito Paul Joseph Watson.

Steve Watson
Fonte: http://www.infowars.net/
Link: http://www.infowars.net/articles/january2007/180107Bloggers_Prison.htm
18.01.2007

Traduzione a cura di Melektro per www.radioforpeace.info & www.comedonchisciotte.org

Add comment January 28th, 2007


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