Giochi di Nuvole
Immagini nel cielo.
Auguri di Buona Pasqua e di belle giornate festive a tutti.
calm
2 comments March 22nd, 2008
Immagini nel cielo.
Auguri di Buona Pasqua e di belle giornate festive a tutti.
calm
2 comments March 22nd, 2008
Un pezzo rettangolare color crema tenuto stretto e rigirato fra le mani come fosse ora un tesoro. Cargo di antiche e inebrianti essenze, delle fragranze delle erbe e dei fiori che crescevano tutt’attorno. Saponi che odorano di freschezza e di casa, di nonne, di bucato steso al sole, di semplicità. Non resisto alla tentazione di immergerlo in quest’acqua calda, sfregarne le sue parti in una schiuma che espanda la fragranza nell’aria, tuffarmi con l’olfatto fra le sue saporite bolle saziando i miei sensi e evocando i ricordi. È all’essenza di Papavero.
Il suo profumo caldo di campi e radure assolate mi riporta indietro nel tempo fra immagini e ricordi da cui mi giunge ancora l’eco delle mie risa di bimba.
Rivedo le gite al mare e ai monti, gli odori delle campagne, delle pinete e dei boschi. L’indaffaramento delle donne di casa in preparazione delle feste. Le finestre spalancate delle grandi pulizie di primavera. Mi riporta all’odore che si respirava nella bottega del barbiere del corso in centro dove spesso accompagnavo mio padre al sabato pomeriggio. Alle acque di colonia e ai pennelli e saponi da barba che saturavaro l’aria. Rivedo l’omino coi baffetti con il pettine in tasca e le forbici in mano che da dietro il cliente ogni tanto mi guardava dallo specchio poi strizzava l’occhiolino e sorrideva. Io mi immaginavo divertita che le forbici potessero prendere vita e da sole tagliuzzassero le barbe, i capelli e i vestiti di tutti.
Mi divertiva l’idea e anche ora che me ne ricordo mi scappa un sorriso, correvo allora vicino a mio padre e gli raccontavo bisbigliando nell’orecchio ciò che avevo fantasticato. Mi rivedo giocare con la fantasia aspettando brava e composta che il cliente servito se ne fosse andato e toccasse al prossimo prendere posto, e lì fingere di aver paura che mai dovesse venire il mio turno di dovermi sedere su quella sedia e allora farmi piccola piccola e nascondermi all’ombra di mio padre e spingere lui in avanti ridendo.
Anche in Australia nei piccoli botteghini dei barbieri si respirava un odore simile. Anche lì rammento ridevo anche se ventanni più tardi, questa volta bisbigliando in un orecchio amico che non erano barbieri quelli ma che erano in realtà dei tosatori di pecore. Sì, tosapecore li chiamavo sfottendoli un pò,
questo perchè erano di quelle botteghe dove per 5 dollari australiani con il rasoio ti pelavano in 2 minuti la crapa. Certo se vivi in Austalia e hai pochi soldi sei contento anche forse di quelle rapate ogni tanto e anche a volte per i turisti accaldati non è sicuramente un malaffare, ma associando nella fantasia l’attività di tosapecore che nel nord australia è molto diffusa con tanto di gare e premi per velocità etc., e gli attrezzi usati per tosare i capelli di quei barbieri australiani…, mi ero fatta questa idea: erano degli eccellenti tosatori di pecore… e a tempo perso tosacrape di pecore-umane!
Con un respiro profondo riempio a nuovo le mie narici, l’intenso aroma di papaveri della saponetta che trasuda nell’aria densa di vapore mi porta di nuovo via in ricordi lontani in una terra odorosa e calda, a una casetta di pescatori lungo la spiaggia di Calangute in India. Eccomi lì verso la fine dei vent’anni a riportare a casa o simbolicamente nella patria natia del cuore, una rete piena di cocci di vita da cremare e spargere attorno.
È ancora pomeriggio mentre cammino sulla spiaggia. Mi propongo di seguire il lungo mare fino al porto. La temperatura calda affatica i viandanti e le famiglie di zingari e mendicanti che affollano e colorano la spiaggia intorno.
Ogni passo mi pesa e il mio andare si aggrava sotto i terribili e dilanianti ricordi che ho portato lì con me, cerco di bilanciare. Da quanto tempo avevo preparato quel viaggio…, da quanto ne sentivo il bisogno? Mi sembra innumerevoli vite. Quanti gli amici che per strada avevano perso la vita? La loro vita falciata, spazzata, infangata, sotterrata, la mia gioventù con loro.
Loro erano in me le morti, che io stessa ero morta e finalmente era giunto il tempo di piangere e di trovare lo spazio per lasciare andare il dolore e lasciar cadere la maschera che mi aveva permesso di sopravvivere e risalire la china. Ero allora in carriera lavorativa, di nuovo considerata un essere umano, riverito, corteggiato, ammirato, leccato, ma sotto la maschera fredda si nascondeva il calice del cuore che era esploso, frantumato irreparabilmente e divenuto incapace di contenere emozioni. Al contrario le circostanze materiali erano favorevoli e appena possibile non avevo voluto compiacere nessuno ma ero partita per poter stare da sola con loro, con quei tanto amati e perduti amici e compagni di sventura e poter dire addio a quel passato assurdamente annientato riportando a casa i brandelli del cuore in quell’India che da fanciulli tanto avevamo sognato un giorno, felici, avremmo visitato insieme.
Di nuovo una mano che chiede denaro mi si tende davanti, non ha la lebbra secca come quella che mi ha accolto nel taxi a Bombay ma rappresenta un altro disperato che chiede una mia elemosina che non lo potrebbe aiutare. Mi sento impotente. Alzo gli occhi dai miei pensieri e mi guardo intorno, vedo quanti sono i poveri e quanti i sofferenti e le anime sole che si sono raccolte lì in quell’isola degli indesiderati al confine tra l’oceano e il mondo, in quel fine dicembre ‘92.
Vedo nei loro volti i solchi profondi dell’anima riflettere la povertà, il dolore, la solitudine. Un enorme voragine nera incolmabile. Ricado cupa nei pensieri. Come poter mai colmare quell’abisso nell’animo umano?
Chiusi gli occhi stordita dal dolore, mortificata e silente continuai a camminare senza più guardare dove mettevo i piedi. L’abisso immenso che avevo di fronte e dove camminavo era la miseria umana e la sofferenza di tutti noi. La mia stessa sofferenza riflessa in tutti i suoi specchi, nei milioni di volti straziati e attoniti in attesa di risposta.
Quando riaprii gli occhi gli zingari e i mendicanti erano scomparsi e al loro posto gli uomini anziani si inchinavano e facevano cenni di benedizione al mio passaggio. Che strano pensai, solo perchè avevo camminato ad occhi chiusi? Ma tutto sembrava divenuto irreale come se il mondo fosse improvvisamente assopito, assorto in contemplazione di un qualcosa che stava per compiersi. La celebrazione di un rito di morte e rinascita. Quella notte sarei rimasta con il ricordo degli amici caduti, ascoltando l’immenso e in compagnia del mio lutto. Avremmo avuto finalmente il tempo di salutarci in pace e dirci addio e un arrivederci alla prossima vita.
Una luna rosso arancione grande come l’orizzonte era calata nella sera come un enorme goccia di sangue illuminata nel firmamento che abbracciando come un mantello ogni cosa, riparava anche me che gli ero seduta in fronte. All’orizzonte apparve un branco di delfini che saltando si rincorreva fra le onde, sembravano goggioloni d’acqua che scrivevano note musicali sulla linea del mare, o erano invece le anime dei miei amici che mi stavano venendo a salutare? Sono completamente sola d’intorno o c’è qualcosa di sopranaturale che tiene tutto fermo? Sembra uno spazio fuori dal tempo e anche il respiro del mondo sembra essersi fermato. Il dolore che sento nel petto è un pugnale gelato che impedisce il respiro. Sento i delfini chiamare in coro con sibili e stridule grida, o era invece il saluto d’addio degli amici quel lacerante canto che udivo?
I suoni emessi dai delfini si avvicinano e mi richiamano attenta, mi distolgono dal dolore e sembrano estrarre il cuneo che opprime l’anima. Dall’imbuto del cuore improvviso si apre una breccia, un fascio potente di luce schizza fuori e si innalza circondando il pianeta, mi sento mancare, il respiro si ferma. Tutto è immobile.
Un altro raggio riparte dai frammenti del cuore e spostato di un grado ricinge il pianeta via via finchè mi sembra un intera griglia di luce che fascia la terra si sia formata. Ecco dal vacum in un risucchio il respiro riprende e la griglia di luce intorno alla terra pian piano si scioglie in goccie di pioggia e lacrime che scendono fecondando la terra. L’aria dolce e il suo prana scorrono di nuovo nelle mie narici giù fino al ventre.
Ecco, mi sembra così di aver dato un posto e un senso a quel sangue innocente inutilmente versato, trasformato in amore e nutrimento per l’intero pianeta e quest’umanità sofferente. Pace fra tutti gli uomini e le creature del mondo, intona il mantra nel mio cuore.
Traspiro questo ricordo in miliardi di piccole goccie di luce che lasciano il mio corpo. Con un sospiro profondo e viscerale, annuso di nuovo la schiuma di questo sapone e mi rivedo in un altro tempo a insaponare la schiena della vecchia zia, madre adottiva paterna.
Gratta, gratta più forte…, mi dice piegata sul lavandino e io con tutta la mia forza di ragazzina strofino con la manopola dove era infilata la saponetta quella schiena bianca e curva che profumava di famiglia, di sicurezza, di determinazione, orgoglio, sfida, avventura, ma anche di timore e terribili racconti di guerre. Quelle guerre che lei aveva sopravvissuto e ci raccontava in dettagli nei suoi eroici racconti.
“Mula Scalembra” la chiamavano i triestini rammentava orgogliosa, non ho mai saputo che significa esattamente ma penso qualcosa come forte e scaltra perchè la zia Elda come donna sicuramente lo era. Gli oggetti di cristallo e porcellana o i vasi elaborati da bossoli di bombe cadute inesplose stavano in salotto o in corridio esposti nella sua casa elegante come reliquie a ricordo e a testimonianza dei racconti.
Come quelli quando lei e lo zio Alberto che allora possedeva una delle poche o forse l’unica officina meccanica delle tre venezie e ai tedeschi come ai monarchi italiani con le loro auto di passaggio non potevano rifiutare il servizio, lei gli preparasse cene “prelibate” a base di polenta e succulenti sughi, smerciandogli la carne di gatto per lepre o di biscarbon (biscia d’acqua) per anguilla. Si vantava inoltre di aver nascosto partigiani in soffitta mentre in salotto intratteneva e ospitava ufficiali tedeschi e di aver fatto nel frattempo svuotare dai servi, sostituendo o allungando a metà la grappa o il burro confiscati ai nostri trasportati nei carri dai militari tedeschi nel cortile parcheggiati.
Come ridavamo tutti sottobanco e ci guardavamo sconvolti negli occhi cercando di non scoppiare a ridere malamente quando poi, dopo averci propinato quei racconti, la zia ci invitava a pranzo… . Che comiche mute fra noi fratelli, tutti sgranavamo gli occhi quando lei chiamava a tavola a raccolta. Allora noi giovani come mossi da un istinto comune, cercavamo e contavamo i gatti che circolavano sempre sotto la sua casa e che notoriamente lei ben nutriva con pezzi di prosciutto crudo. Manca uno all’appello…, spesso era la sussurrata parola. Grazie zia non ho fame…, era la risposta di noi tutti. Che risate.
Quest’odore di sapone che immensi ricordi contiene, mi riempie e satura ogni millimetro della pelle che nel frattempo è stata insaponata fin sopra le orecchie, senza dimenticare il collo e non tralasciando le dita dei piedi esattamente nello stesso esatto ordine come facevo quando ero bambina. L’acqua della vasca dove ho nuotato nei ricordi sembra ora latte mescolato a atomi di memorie lontane, particole di vita unite a lacrime d’amore.
Per oggi sono sazia però ed è ora di uscire dall’acqua che piano si raffredda, è ora di ritornare nel presente lasciando alle bolle di sapone e alle sue fragranze l’eco dei ricordi a cui, quello delle rimembranze di oggi si aggiunge.
Calm
Add comment January 1st, 2008
A noi che siamo
tra il vecchio e il nuovo,
la sorte dona
queste ore liete;
e il passato impone
d’aver fiducia
a guardare avanti
e a guardare indietro.
(Johann Wolfgang Goethe)
A Tutti i miei piu` cari Auguri
di un Lieto Fine d’anno 2007 e Buon inizio 2008!!!!!
Ciao e a risentirci nel prossimo anno.
Calm
Add comment December 31st, 2007
Cari amici, lettori e famiglia,
per qualche giorno il sito non pubblicherà nuovi articoli.
Spero abbiate avuto tutti delle belle vacanze, o che stiate ancora godendovele.
Io vi saluto per una settimana e me ne vado nella Repubblica Domenicana a fare il pieno di sole, mare, e buon umore.
Grazie e a presto.
Sotto vi ho messo l’indirizzo di un paio di video sui posti che visitero`.
Ciao Calm
http://it.youtube.com/watch?v=SHxwQ0-L5-c
http://it.youtube.com/watch?v=vNeBEDjxZy4
http://it.youtube.com/watch?v=I-3tsiojiMY
Add comment August 18th, 2007
Cari miei, qui al posto dell’estate siamo tornati in pieno Autunno. Di giornate miti e assolate in giugno ne abbiamo viste veramente poche, ma confidiamo nel mese che comincia per ritornare a riscaldarci al sole. Nel sud europa so` che sate sudando e boccheggiando dalle temperature torride, richiedendo per l’uso di climatizzatori d’aria un sovraccarico energetico superiore al supportato, mentre qui siamo quasi costretti a riscaldare ancora le abitazioni e a usare ancora le giacche invernali per uscire. Di nuovo estremi, estremi che stanno a indicare dei cambiamenti atmosferici in atto, e questo in prossimita` del grande allinemento di pianeti di sabato prossimo. Dallo spazio ci arrivano anche le primissime immagini mai viste dall’uomo delle NLCs (noctilucent cloud) nuvole, che hanno cambiato in intensificazione, distribuzione e rotta, un segno che una parte della atmosfera sta` cambiando e noi non comprendiamo ancora che cosa questo significhi.
Anche io ancora non ho compreso bene alcune cose riguardanti la faccenda sulla mia salute e non ho molto buone notizie riguadanti da riportare a parte una piccola ripresa di forze fisiche che se pur non dice molto essendo pressoche` minima, in questo momento mi e` necessaria. Pian piano si sgarbuglia una matassa, e scientificamente nodo per nodo, pian piano arriva la comprensione fino alla visualizzazione completa che precede la decisione del metodo d’azione.
- Signora, non credo personalmente che sia cancro, ma abbiamo trovato etc… etc…., insieme all’internista ora verra` posta una diagnosi e presa una decisione che nei prossimi giorni mi sara` delucidata. Si puo` aiutare mi ha detto, rassicurandomi alla fine, come, quando, cosa, lo decideremo nei prossimi giorni. Con queste parole si e` congedato il radiologo, un dottore molto gentile e rassicurante.
Insomma non e` magari nulla di quello che veniva sospettato, ma qualcos’altro ancora o forse e` la conseguenza di una di quelle presupposte malattie non diagnosticata fin ora. In fondo e` uguale, l’importante e` che possa essere aiutato il problema, il resto con la pazienza si risolvera`. Io continuo per ora a dieta semiliquida per non complicare la situazione e rischiare una riacutizzazione.
Le vacanze da voi sono gia` iniziate ho sentito, mentre qui inizieranno alla fine della settimana. Quindi ancora una settimana e poi finalmente per un paio di settimane si riposa.
Non ho alcun programma a parte le visite mediche e essere pronta a una eventuale operazione chirurgica, ma cerchero` di trovare anche io svago nel possibile.
Auguro a tutti voi delle FELICI VACAZE ESTIVE, e a quelli che devono lavorare auguro di farlo con SUCCESSO.
Un abbraccio cosmico a tutti
Calm
Add comment June 30th, 2007
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