Non molti sanno che in questo tempo sostava un angelo-umano qui sulla terra ed è con grande dolore e desolazione che vi devo comunicare che purtroppo egli ci ha lasciati.
Pochi sanno chi era Roberto Missiaglia. Pochissimi sanno quanto bene aveva fatto fin da bambino e quanta ingiustizia e insensata violenza ha dovuto sopportare nella sua vita. Sempre con un sorriso sulle labbra, uno scherzo, una battuta per tirarti sù. Sempre a proteggere i deboli e gli indifesi. Ineccepibilmente Onesto, Sensibile, Disponibile e Premuroso con tutti. Uno su cui potevi contare.
Per me è stato un vero Amico, di più, un vero Fratello. Una radice del mio albero, se posso paragonare, che ora è stata tranciata e la quale perdita è insostituibile.
L’unica consolazione è di saperlo ora sepolto vicino alla sua tanto amata mamma Bruna.
Ringrazio sentitamente tutti coloro che si sono aggiunti nelle preghiere per Roberto.
“A coloro che reistettero in quegli anni, alla loro dignità e al loro coraggio.”
Argentina, Ottobre 2001 - Il governo dell’alleanza è destituito in seguito alle elezioni legislative. Il presidente De La Rua non ascolta le richieste di cambiamento. In due anni le sue promesse di centrosinistra sono sostituite dai progetti del F.M.I. che rappresentano il proseguio del governo di Carlos Menem. Aumenta la recessione. Milioni di poveri e disoccupati. Ingente fuga di capitali. Le banche bloccano i depositi. La crisi si aggrava…
La rivoluzione che non abbiamo visto in diretta televisiva ma che è stata ripresa e fotografata da Kim Bartley e Donnacha O’Briain IRLANDA, 2003 (74 minuti in lingua spagnola con sottotitoli in inglese).
Hugo Chávez eletto presidente del Venezuela nel 1998, è un colorato, imprevedibile eroe popolare, amato dalla classe lavorativa ed un duro avversario per la struttura di potere che vorrebbe vederlo deposto. Due registi indipendenti sono stati all’interno del palazzo presidenziale, l’11 aprile 2002, quando è stato forzatamente sollevato dal proprio incarico. Erano presenti anche 48 ore più tardi, quando, notevole, è tornato al potere per mezzo di volonterosi aiutanti. Il loro film documenta quello che era probabilmente nella storia il più breve colpo di Stato vissuto. Si tratta di un documento unico sui muscoli politici e uno straordinario ritratto di uomo che, dice il “The Wall Street Journal”, fà del Venezuela per Washington il più grande mal di testa latino-americano dopo quello di Cuba”.
Art. 5 della Dichiarazione universale dei diritti umani: Nessun individuo potrà essere sottoposto a tortura o a trattamento o a punizioni crudeli, inumane o degradanti.
L’Italia aspetta ormai da quasi 20 anni l’introduzione del reato di tortura nel codice penale e non ha ratificato il Protocollo opzionale alla Convenzione delle Nazioni Unite contro la tortura. Firma la petizione a Silvio Berlusconi! Italia: petizione a Silvio Berlusconi
Data di pubblicazione dell’appello: 01.07.2008 Status dell’appello: attivo
Presidente del Consiglio dei Ministri
Silvio Berlusconi
Palazzo Chigi
Piazza Colonna 370
00187 Roma
Fax (+39) 06 6794569
Egregio Presidente Berlusconi,
in occasione della Giornata internazionale per le vittime della tortura, desidero chiederLe di ribadire pubblicamente la natura assoluta del divieto di tortura e mi permetto di ricordarLe gli obblighi del governo italiano:
1. introdurre nel codice penale il reato di tortura e ratificare il Protocollo opzionale alla Convenzione delle Nazioni Unite contro la tortura;
2. condannare pubblicamente le rendition, accertare il coinvolgimento dell’Italia in tali pratiche illegali, collaborare alle inchieste e ai procedimenti giudiziari in corso e alle indagini internazionali;
3. non fare affidamento sulle “assicurazioni diplomatiche” fornite da altri governi, secondo le quali le persone espulse dall’Italia non saranno torturate dopo l’arrivo;
4. rendere le norme del c.d. decreto Pisanu sulle espulsioni conformi agli standard internazionali sui diritti umani in materia di tortura e annullare le espulsioni già effettuate in assenza di tali garanzie;
5. mantenere l’effetto sospensivo dell’espulsione nei casi di ricorso contro il diniego dello status di rifugiato, introdotto dalle norme sull’asilo entrate in vigore nel marzo 2008.